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	<title>Commenti a: Concorso 5 pezzi facili</title>
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		<title>Di: DJGoRdY</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2751</link>
		<dc:creator><![CDATA[DJGoRdY]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 16:47:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il piccolo uomo.(IMMAGINE DELLA FINESTRA)
Ero qui, da solo, a rimuginare sulle mie azioni passate, nel mio oziare intanto fissavo con sguardo profondo e fisso l&#039;orizzonte di fronte a me ma qualcosa mi ostacolava la vista, quasi da darmi fastidio, era quel raggio, quel raggio luminoso, che ogni pomeriggio veniva a farmi visita attraversando la finestra di legno semi chiusa, dal piccolo spiraglio invece entrava un filo d&#039;aria che mi accarezzava i capelli facendo trasalire i miei ricordi e facendoli volare via come granelli di polvere sospesi nell&#039;aria, era così, con la mia birra e i miei pensieri che mi godevo le prime calde ore del pomeriggio.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il piccolo uomo.(IMMAGINE DELLA FINESTRA)<br />
Ero qui, da solo, a rimuginare sulle mie azioni passate, nel mio oziare intanto fissavo con sguardo profondo e fisso l&#8217;orizzonte di fronte a me ma qualcosa mi ostacolava la vista, quasi da darmi fastidio, era quel raggio, quel raggio luminoso, che ogni pomeriggio veniva a farmi visita attraversando la finestra di legno semi chiusa, dal piccolo spiraglio invece entrava un filo d&#8217;aria che mi accarezzava i capelli facendo trasalire i miei ricordi e facendoli volare via come granelli di polvere sospesi nell&#8217;aria, era così, con la mia birra e i miei pensieri che mi godevo le prime calde ore del pomeriggio.</p>
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		<title>Di: adminchiara</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2750</link>
		<dc:creator><![CDATA[adminchiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 13:45:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho inserito io gli ultimi testi nel modulo (per intenderci molti di quelli qui postati). 
Siete in debito con me di un favore :-))]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho inserito io gli ultimi testi nel modulo (per intenderci molti di quelli qui postati).<br />
Siete in debito con me di un favore :-))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: J.Page</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2730</link>
		<dc:creator><![CDATA[J.Page]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 21:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da ore ormai la barca viaggiava senza meta sulle acque del mare che minuto dopo minuto si facevano sempre più torbide. Dei tre componenti della barca solo Fred, un ragazzo giovane, non molto robusto e con un&#039;aria spaesata, che lavorava sulla barca da poche settimane se ne era accorto. Aveva provato a riferire ciò che aveva notato ai due compagni, due uomini grossi e barbuti, i quali lavoravano insieme a Fred sulla piccola imbarcazione con la quale tutti i giorni uscivano a pescare, i quali avevano risposto con uno sguardo minaccioso, così Fred decise di lasciar perdere e tornò ad armeggiare con la rete da pesca.
Improvvisamente il cielo si oscur&lt;strong&gt;ò&lt;/strong&gt; ed un odore salmastro pervase l&#039;aria, le onde iniziarono a martellare sempre più forte lo scafo della nave e l&#039;acqua divenne nera come la  pece.
La situazione si era fatta insostenibile, i tre pescatori facevano di tutto per non far ribaltare la nave, ma le onde erano troppo forti ed una di esse ribaltò la piccola imbarcazione.
Fred finì in acqua e rimase tramortito per qualche attimo per via del freddo, quando rinvenne si ritrovò nell&#039;oscurità più totale, non riusciva a vedere nulla&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt; però a volte il cielo buio veniva squarciato da lampi che per qualche secondo illuminavano a giorno.
Uno più forte degli altri illuminò una costa rocciosa più avanti, allora Fred si aggrappò ad un barile che doveva essere caduto dalla sua barca e vi si tenne stretto con tutte le sue forze.
Dopo quelle che sembrarono ore a Fred riuscì finalmente ad arrivare allo scoglio intravisto in precedenza.
Provando ad arrampicarcisi sopra&lt;strong&gt;, &lt;/strong&gt;si graffiò le mani con le rocce acuminate e cadendo di nuovo in mare gli bruciarono molto, però Fred tenace non disperò e continuò a provare ad arrampicarsi sulle rocce, finché non riuscì nell&#039;impresa.
In cima agli scogli stremato si lasciò cadere a corpo morto e &lt;del datetime=&quot;2012-02-18T12:40:51+00:00&quot;&gt;li&lt;/del&gt; &lt;strong&gt;lì&lt;/strong&gt; giacque per ore.
Venne svegliato dal rumore delle onde sugli scogli e quando si destò completamente e ricordò cosa era successo saltò in piedi&lt;strong&gt;;&lt;/strong&gt; &lt;del datetime=&quot;2012-02-18T12:40:51+00:00&quot;&gt;e &lt;/del&gt;si guard&lt;strong&gt;ò &lt;/strong&gt;intorno alla ricerca del relitto della barca, che non mancò di trovare.
Il relitto giaceva sventrato non troppo lontano da dove si era svegliato Fred e &lt;del datetime=&quot;2012-02-18T12:40:51+00:00&quot;&gt;li &lt;/del&gt; &lt;strong&gt;lì&lt;/strong&gt; vicino giacevano anche i corpi dei suoi due colleghi orrendamente mutilati e circondati da una pozza di sangue.
Fred distolse subito lo sguardo, si inginocchi&lt;strong&gt;ò&lt;/strong&gt; e pianse, ma dalla felicità, la felicità di un uomo che ha visto la morte in faccia ed è riuscito ad uscirne vivo.

&lt;strong&gt;Molto bene. Attenzione agli accenti sulle &quot;o&quot; e a come si scrive &quot;lì&quot;&lt;/strong&gt; :-)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da ore ormai la barca viaggiava senza meta sulle acque del mare che minuto dopo minuto si facevano sempre più torbide. Dei tre componenti della barca solo Fred, un ragazzo giovane, non molto robusto e con un&#8217;aria spaesata, che lavorava sulla barca da poche settimane se ne era accorto. Aveva provato a riferire ciò che aveva notato ai due compagni, due uomini grossi e barbuti, i quali lavoravano insieme a Fred sulla piccola imbarcazione con la quale tutti i giorni uscivano a pescare, i quali avevano risposto con uno sguardo minaccioso, così Fred decise di lasciar perdere e tornò ad armeggiare con la rete da pesca.<br />
Improvvisamente il cielo si oscur<strong>ò</strong> ed un odore salmastro pervase l&#8217;aria, le onde iniziarono a martellare sempre più forte lo scafo della nave e l&#8217;acqua divenne nera come la  pece.<br />
La situazione si era fatta insostenibile, i tre pescatori facevano di tutto per non far ribaltare la nave, ma le onde erano troppo forti ed una di esse ribaltò la piccola imbarcazione.<br />
Fred finì in acqua e rimase tramortito per qualche attimo per via del freddo, quando rinvenne si ritrovò nell&#8217;oscurità più totale, non riusciva a vedere nulla<strong>,</strong> però a volte il cielo buio veniva squarciato da lampi che per qualche secondo illuminavano a giorno.<br />
Uno più forte degli altri illuminò una costa rocciosa più avanti, allora Fred si aggrappò ad un barile che doveva essere caduto dalla sua barca e vi si tenne stretto con tutte le sue forze.<br />
Dopo quelle che sembrarono ore a Fred riuscì finalmente ad arrivare allo scoglio intravisto in precedenza.<br />
Provando ad arrampicarcisi sopra<strong>, </strong>si graffiò le mani con le rocce acuminate e cadendo di nuovo in mare gli bruciarono molto, però Fred tenace non disperò e continuò a provare ad arrampicarsi sulle rocce, finché non riuscì nell&#8217;impresa.<br />
In cima agli scogli stremato si lasciò cadere a corpo morto e <del datetime="2012-02-18T12:40:51+00:00">li</del> <strong>lì</strong> giacque per ore.<br />
Venne svegliato dal rumore delle onde sugli scogli e quando si destò completamente e ricordò cosa era successo saltò in piedi<strong>;</strong> <del datetime="2012-02-18T12:40:51+00:00">e </del>si guard<strong>ò </strong>intorno alla ricerca del relitto della barca, che non mancò di trovare.<br />
Il relitto giaceva sventrato non troppo lontano da dove si era svegliato Fred e <del datetime="2012-02-18T12:40:51+00:00">li </del> <strong>lì</strong> vicino giacevano anche i corpi dei suoi due colleghi orrendamente mutilati e circondati da una pozza di sangue.<br />
Fred distolse subito lo sguardo, si inginocchi<strong>ò</strong> e pianse, ma dalla felicità, la felicità di un uomo che ha visto la morte in faccia ed è riuscito ad uscirne vivo.</p>
<p><strong>Molto bene. Attenzione agli accenti sulle &#8220;o&#8221; e a come si scrive &#8220;lì&#8221;</strong> <img src="https://www.sconfinamenti.net/blog/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":-)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: $[dj_ BrIk]$</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2722</link>
		<dc:creator><![CDATA[$[dj_ BrIk]$]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 18:58:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=2334#comment-2722</guid>
		<description><![CDATA[grazie prof penso che abbia fatto delle ottime correzioni e mi piacciono davvero tanto.
Non ho capito come procedere rispetto al modulo di iscrizione domani aspetto spiegazioni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie prof penso che abbia fatto delle ottime correzioni e mi piacciono davvero tanto.<br />
Non ho capito come procedere rispetto al modulo di iscrizione domani aspetto spiegazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Trottolina98</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2714</link>
		<dc:creator><![CDATA[Trottolina98]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 17:38:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=2334#comment-2714</guid>
		<description><![CDATA[Quel giorno &lt;strong&gt;io e mio nonno&lt;/strong&gt; eravamo in barca, &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:37:08+00:00&quot;&gt;io e mio nonno&lt;/del&gt;, in lontananza si intravedeva un cielo azzurro &lt;strong&gt;e terso&lt;/strong&gt;, ma sopra di noi era cupo, dalle tinte indecifrabili: nero, grigio e marrone si fondevano insieme per dare quel colore incredibilmente pauroso.
Le onde parevano cantare, accompagnate dal sospiro del vento.
Alzai gli occhi al cielo, nessun astro o stella apparve.
Le nuvole giocavano a rincorrersi producendo rumori assordanti; spinti da essi, io e  mio nonno ci &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:37:08+00:00&quot;&gt;avviammo &lt;/del&gt; &lt;strong&gt;muovevamo inconsapevoli&lt;/strong&gt; verso quegli scogli ruvidi, freddi, duri dove i nostri pensieri ritornarono alla realtà.
Dopo quel terribile impatto, che fortunatamente non fece nessuna vittima, mi voltai: la nostra nave, i nostri pensieri, le nostre speranze si erano spezzate come il guscio di una noce.
Il grido dei gabbiani ci accompagnò tra le onde, ansimando e pregando in silenzio.
Arrivati sugli scogli, riuscì a trasportare mio nonno, posandolo su una roccia, mentre un raggio di luce, &lt;strong&gt;squarciando il cielo&lt;/strong&gt; illuminò i nostri volti rivolti verso il mare, verso la nostra vita.&lt;/li&gt;
&lt;strong&gt;
Bene, ho corretto qua e là. Verifica quanti caratteri sono. Rircorda di togliere prima le parole che ti ho cancellato&lt;/strong&gt;
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quel giorno <strong>io e mio nonno</strong> eravamo in barca, <del datetime="2012-02-14T14:37:08+00:00">io e mio nonno</del>, in lontananza si intravedeva un cielo azzurro <strong>e terso</strong>, ma sopra di noi era cupo, dalle tinte indecifrabili: nero, grigio e marrone si fondevano insieme per dare quel colore incredibilmente pauroso.<br />
Le onde parevano cantare, accompagnate dal sospiro del vento.<br />
Alzai gli occhi al cielo, nessun astro o stella apparve.<br />
Le nuvole giocavano a rincorrersi producendo rumori assordanti; spinti da essi, io e  mio nonno ci <del datetime="2012-02-14T14:37:08+00:00">avviammo </del> <strong>muovevamo inconsapevoli</strong> verso quegli scogli ruvidi, freddi, duri dove i nostri pensieri ritornarono alla realtà.<br />
Dopo quel terribile impatto, che fortunatamente non fece nessuna vittima, mi voltai: la nostra nave, i nostri pensieri, le nostre speranze si erano spezzate come il guscio di una noce.<br />
Il grido dei gabbiani ci accompagnò tra le onde, ansimando e pregando in silenzio.<br />
Arrivati sugli scogli, riuscì a trasportare mio nonno, posandolo su una roccia, mentre un raggio di luce, <strong>squarciando il cielo</strong> illuminò i nostri volti rivolti verso il mare, verso la nostra vita.<br />
<strong><br />
Bene, ho corretto qua e là. Verifica quanti caratteri sono. Rircorda di togliere prima le parole che ti ho cancellato</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ⓛⓞⓥⓔM@Rg¥εïз</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2710</link>
		<dc:creator><![CDATA[ⓛⓞⓥⓔM@Rg¥εïз]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 21:33:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=2334#comment-2710</guid>
		<description><![CDATA[Mi sedetti sul divano ad ammirare il paesaggio dalla finestra: il cielo era limpido, il sole splendeva, tutto era tranquillo, silenzioso e quieto,l&#039;aria era afosa calda. &lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l sole oltrepassò la finestra, illuminando e scaldando il mio freddo e gelido viso.
Non ero abituato a questo tipo di vita, venivo da paesi freddi, Russia, Polonia, Serbia, mi spostavo continuamente da regione a regione, da paese a paese in cerca del luogo adatto a me.
Non avevo mai pensato di trasferirmi in una città sul mare, di riiniziare la mia vita &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:42:07+00:00&quot;&gt;da un lato&lt;/del&gt; &lt;strong&gt;finora &lt;/strong&gt; sempre &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:42:07+00:00&quot;&gt;stata&lt;/del&gt; trasandata e disperata &lt;strong&gt;per passare &lt;/strong&gt;a una vita senza pensieri, tranquilla e rilassante.
Ero un uomo gioioso, eccitato all&#039;idea di scoprire nuovi posti, in cerca di nuove usanze, ma soprattutto in cerca di uno posto silenzioso, estraniato dagli altri per passarci la vita. 
Un posto qualunque, normale, ma allo stesso tempo unico e meraviglioso, un posto magnifico che chiunque avrebbe desiderato.
Non sognavo altro che questo, trovarmi un posto nella società, nel paese, nel mondo dove pensare a me e i miei impegni, dove passare la mia vecchiaia in attesa della morte.
Era quello che avevo sempre sognato, un paradiso.

:-) ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sedetti sul divano ad ammirare il paesaggio dalla finestra: il cielo era limpido, il sole splendeva, tutto era tranquillo, silenzioso e quieto,l&#8217;aria era afosa calda. <strong>I</strong>l sole oltrepassò la finestra, illuminando e scaldando il mio freddo e gelido viso.<br />
Non ero abituato a questo tipo di vita, venivo da paesi freddi, Russia, Polonia, Serbia, mi spostavo continuamente da regione a regione, da paese a paese in cerca del luogo adatto a me.<br />
Non avevo mai pensato di trasferirmi in una città sul mare, di riiniziare la mia vita <del datetime="2012-02-14T14:42:07+00:00">da un lato</del> <strong>finora </strong> sempre <del datetime="2012-02-14T14:42:07+00:00">stata</del> trasandata e disperata <strong>per passare </strong>a una vita senza pensieri, tranquilla e rilassante.<br />
Ero un uomo gioioso, eccitato all&#8217;idea di scoprire nuovi posti, in cerca di nuove usanze, ma soprattutto in cerca di uno posto silenzioso, estraniato dagli altri per passarci la vita.<br />
Un posto qualunque, normale, ma allo stesso tempo unico e meraviglioso, un posto magnifico che chiunque avrebbe desiderato.<br />
Non sognavo altro che questo, trovarmi un posto nella società, nel paese, nel mondo dove pensare a me e i miei impegni, dove passare la mia vecchiaia in attesa della morte.<br />
Era quello che avevo sempre sognato, un paradiso.</p>
<p><img src="https://www.sconfinamenti.net/blog/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":-)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mtnago</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2708</link>
		<dc:creator><![CDATA[Mtnago]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 19:11:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=2334#comment-2708</guid>
		<description><![CDATA[Era tutto calmo, il mare sembrava non avere le onde, il celo era limpido, il vento gonfiava le vele. Non so dirvi dove eravamo di preciso, perché il capitano non ce lo &lt;strong&gt;aveva &lt;/strong&gt;mai detto. Si intravedeva una piccola isola in lontananza, tutti noi pensavamo che sarebbe stata quella la nostra destinazione, invece il capitano ordinò di smettere di remare e di lasciar cadere l’ancora. Il marinaio incaricato&lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:45:48+00:00&quot;&gt;,&lt;/del&gt; ci chiamò subito &lt;strong&gt;e &lt;/strong&gt;disse di correre verso di lui. Infatti qualcosa di strano c’era, l’acqua era cosi limpida che si intravedevano dei pesci, erano pesci talmente strani che nessuno di noi sembrava aver&lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:45:48+00:00&quot;&gt;g&lt;/del&gt;li mai vasti &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:45:48+00:00&quot;&gt;ne&lt;/del&gt; &lt;strong&gt;né nessuno pareva aver mai &lt;/strong&gt;sentito parlare di pesci di tale bellezza.
Visto che ci stavamo avvicinando all’ora d pranzo e i nostri viveri erano ormai tutti puzzolenti e maleodoranti, decidemmo di prendere qualche pesce ma mangiare.
Allora tutti si armarono con frecce e lance; anche io mi ero posizionato sul bordo della navee fu lì che notai una cosa veramente strana, i pesci sembravano nuotare a coppia e, come se non bastasse, ogni coppia era formata da un pesce blu e da uno rosso. 
Iniziammo a tirare contro di loro tutto quello che trovavamo nelle nostre vicinanze, ma sembrava quasi che le cose attraversassero i pesci da parte a parte senza ferilli in alcun modo, allora decidemmo di tuffarci in acqua.
Ancora non mi ero buttato quando senti&lt;strong&gt;i &lt;/strong&gt;un marinaio esclamare di felicità&lt;strong&gt;: &quot;L&#039;ho preso l&#039;ho preso&quot;.&lt;/strong&gt; Tirò fuori il pesce dall’acqua&lt;strong&gt;. Q&lt;/strong&gt;uasi subito però il pesce cambiò colore da rosso spento sfumò sino ad arrivare ad un rosso incandescente, il marinaio urlò di dolore, non riusciva più a staccarsi il pesce dalle mani,&lt;strong&gt; da cui cominciò ad uscire una sorta di fumo&lt;/strong&gt; &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:45:48+00:00&quot;&gt;uscire dalle sue mani&lt;/del&gt;, quando ad un certo punto sentimmo uno sparo, qualcuno aveva sparato al pesce &lt;strong&gt;che&lt;/strong&gt; finalmente si stacc&lt;strong&gt;ò&lt;/strong&gt; dalle mani del mozzo.&lt;strong&gt; A&lt;/strong&gt;veva le mani tutte ustionate, quando il pesce cadde in acqua non fece nessun tipo di rumore, poi il c&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;elo si oscurò tutto, il mare  inizi&lt;strong&gt;ò&lt;/strong&gt; ad incresparsi, il vento soffiava molto più forte, talmente &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:45:48+00:00&quot;&gt;forse&lt;/del&gt; che ruppe la catena dell’ancora e la nave&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt;spinta dal vento si allontanò da noi. Ci guadammo intorno quando una luce proveniente da uno squarcio nel c&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;elo ci illumin&lt;strong&gt;ò&lt;/strong&gt; a giorno&lt;del datetime=&quot;2012-02-14T14:45:48+00:00&quot;&gt;,&lt;/del&gt; e vedemmo il pesce ucciso rifiorire dall’acqua; tutto tornò come prima.
Solo dopo il nostro capitano ci confess&lt;strong&gt;ò&lt;/strong&gt; che posto fosse&lt;strong&gt;:&lt;/strong&gt; secondo alcuni, quello è era il posto più sacro di tutto il mondo dove, sotto forma di pesce, il bene raffigurato con il blu si mischiava col male raffigurato con il rosso, in un equilibrio perfetto. Tanti lo chiamano lo ING e Yang.

&lt;strong&gt;Bel racconto! Bravo. :-)  Ti ho corretto alcuni punti, dimentichi spesso gli accenti sui passati remoti! Conta i caratteri: non più di 3000 spazi inclusi&lt;/strong&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era tutto calmo, il mare sembrava non avere le onde, il celo era limpido, il vento gonfiava le vele. Non so dirvi dove eravamo di preciso, perché il capitano non ce lo <strong>aveva </strong>mai detto. Si intravedeva una piccola isola in lontananza, tutti noi pensavamo che sarebbe stata quella la nostra destinazione, invece il capitano ordinò di smettere di remare e di lasciar cadere l’ancora. Il marinaio incaricato<del datetime="2012-02-14T14:45:48+00:00">,</del> ci chiamò subito <strong>e </strong>disse di correre verso di lui. Infatti qualcosa di strano c’era, l’acqua era cosi limpida che si intravedevano dei pesci, erano pesci talmente strani che nessuno di noi sembrava aver<del datetime="2012-02-14T14:45:48+00:00">g</del>li mai vasti <del datetime="2012-02-14T14:45:48+00:00">ne</del> <strong>né nessuno pareva aver mai </strong>sentito parlare di pesci di tale bellezza.<br />
Visto che ci stavamo avvicinando all’ora d pranzo e i nostri viveri erano ormai tutti puzzolenti e maleodoranti, decidemmo di prendere qualche pesce ma mangiare.<br />
Allora tutti si armarono con frecce e lance; anche io mi ero posizionato sul bordo della navee fu lì che notai una cosa veramente strana, i pesci sembravano nuotare a coppia e, come se non bastasse, ogni coppia era formata da un pesce blu e da uno rosso.<br />
Iniziammo a tirare contro di loro tutto quello che trovavamo nelle nostre vicinanze, ma sembrava quasi che le cose attraversassero i pesci da parte a parte senza ferilli in alcun modo, allora decidemmo di tuffarci in acqua.<br />
Ancora non mi ero buttato quando senti<strong>i </strong>un marinaio esclamare di felicità<strong>: &#8220;L&#8217;ho preso l&#8217;ho preso&#8221;.</strong> Tirò fuori il pesce dall’acqua<strong>. Q</strong>uasi subito però il pesce cambiò colore da rosso spento sfumò sino ad arrivare ad un rosso incandescente, il marinaio urlò di dolore, non riusciva più a staccarsi il pesce dalle mani,<strong> da cui cominciò ad uscire una sorta di fumo</strong> <del datetime="2012-02-14T14:45:48+00:00">uscire dalle sue mani</del>, quando ad un certo punto sentimmo uno sparo, qualcuno aveva sparato al pesce <strong>che</strong> finalmente si stacc<strong>ò</strong> dalle mani del mozzo.<strong> A</strong>veva le mani tutte ustionate, quando il pesce cadde in acqua non fece nessun tipo di rumore, poi il c<strong>i</strong>elo si oscurò tutto, il mare  inizi<strong>ò</strong> ad incresparsi, il vento soffiava molto più forte, talmente <del datetime="2012-02-14T14:45:48+00:00">forse</del> che ruppe la catena dell’ancora e la nave<strong>,</strong>spinta dal vento si allontanò da noi. Ci guadammo intorno quando una luce proveniente da uno squarcio nel c<strong>i</strong>elo ci illumin<strong>ò</strong> a giorno<del datetime="2012-02-14T14:45:48+00:00">,</del> e vedemmo il pesce ucciso rifiorire dall’acqua; tutto tornò come prima.<br />
Solo dopo il nostro capitano ci confess<strong>ò</strong> che posto fosse<strong>:</strong> secondo alcuni, quello è era il posto più sacro di tutto il mondo dove, sotto forma di pesce, il bene raffigurato con il blu si mischiava col male raffigurato con il rosso, in un equilibrio perfetto. Tanti lo chiamano lo ING e Yang.</p>
<p><strong>Bel racconto! Bravo. <img src="https://www.sconfinamenti.net/blog/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":-)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />  Ti ho corretto alcuni punti, dimentichi spesso gli accenti sui passati remoti! Conta i caratteri: non più di 3000 spazi inclusi</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saretta98</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2687</link>
		<dc:creator><![CDATA[Saretta98]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 19:41:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=2334#comment-2687</guid>
		<description><![CDATA[La storia di un povero vecchio
Era una giornata luminosa e il mio corpo esile veniva ogni tanto percosso da una leggera brezza marina procurandomi dei brividi.
Il mare era piatto e sembrava obbedire al vento. Mi avevano detto che era il luogo giusto per finire di vivere la mia vita, mi avevano detto che la calma, la tranquillità mi avrebbero aiutato a dimenticare.
Ma come si può dimenticare la giornata che si è portata via tutte le persone a te care? Come si fa a dimenticare quella mina che era caduta sulla tua casa come se fosse un&#039;aquila che punta la sua preda?
Dimenticare è impossibile.
Ora che la mia anima se la sta prendendo il vento, il mio corpo il mare, ricordo quei momenti in cui lo guardavo.
Il mare che con le sue onde sembrava chiedere aiuto al vento che scappava dall&#039;imminente fine.
Il mare che con la sua infinità ospita esseri viventi mentre io mi sentivo un semplice pesce rosso che deve affrontare i suoi pericoli. In quei momenti in cui volevo essere a casa, avrei voluto essere un paguro ed avere la propria abitazione sulla schiena sarebbe stato comodo.
Nei momenti di vuoto, quando volevo coprire il dolore, guardando il mare, volevo essere catturato e finire nel profondo, come un gabbiano quando ha le ali piene di petrolio e non riesce a muoversi. Volevo essere portato giù, in quel mare nero che nasconde segreti.
Ed è in quei momenti che capisco che i mari sono la prova tangibile che Dio ha pianto per la sua creazione.
Siedo ora  nella mia casa con un raggio di speranza che entra dalla porta e mi chiedo se il mare sarà pronto ad accogliermi.
Il mare pieno di vita, di acqua ma che non offre neanche una goccia da bere nei momenti difficili.
Nei momenti in cui lo fissi ti vengono dei dubbi, delle perplessità su come è nato e sui piccoli esserini che vivono al suo interno, come le spugne che crescono nel mare e mi chiedo quanto più profondo sarebbe se questo non accadesse.
Oppure mi chiedo quanto possa costare il mare e penso che chi ha il dominio del mare ha il dominio di tutto.
Poi, vedendo la mia casa, mi ricordo il primo giorno in cui ci ho vissuto e una fitta al cuore mi colpisce peggiorando l&#039;enorme crepa a cui ormai si è abituato.La mia casa piccola, ma sufficiente per me, decorosa, comprata con il mio denaro.
Ricordo ancora quel giorno che la fissavo e non volevo entrare e capisco adesso che le case sono fatte per viverci, non per essere guardate.
Capisco adesso la vera natura della casa:il luogo della pace;il rifugio,non soltanto da ogni torto,ma anche da ogni paura,dubbio e discordia.
Tra il mare e la casa e i bei ricordi del passato capisco che sono pronto per salutare questo mondo, per accoglierne un altro e lascio così che la crepa del mio cuore si allarghi e che il muscolo decida definitivamente di smettere di battere.
Prima di morire sento il vento che non scappa più e le onde che non seguono più i suoi comandi, divertendosi contro gli scogli.
&lt;strong&gt;
Bene, molto riflessivo. Ti ho corretto, purtroppo in modalità che non ti lascia vedere dove. Mi spiace. Prova però a ricontrollare con il tuo testo. &lt;/strong&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di un povero vecchio<br />
Era una giornata luminosa e il mio corpo esile veniva ogni tanto percosso da una leggera brezza marina procurandomi dei brividi.<br />
Il mare era piatto e sembrava obbedire al vento. Mi avevano detto che era il luogo giusto per finire di vivere la mia vita, mi avevano detto che la calma, la tranquillità mi avrebbero aiutato a dimenticare.<br />
Ma come si può dimenticare la giornata che si è portata via tutte le persone a te care? Come si fa a dimenticare quella mina che era caduta sulla tua casa come se fosse un&#8217;aquila che punta la sua preda?<br />
Dimenticare è impossibile.<br />
Ora che la mia anima se la sta prendendo il vento, il mio corpo il mare, ricordo quei momenti in cui lo guardavo.<br />
Il mare che con le sue onde sembrava chiedere aiuto al vento che scappava dall&#8217;imminente fine.<br />
Il mare che con la sua infinità ospita esseri viventi mentre io mi sentivo un semplice pesce rosso che deve affrontare i suoi pericoli. In quei momenti in cui volevo essere a casa, avrei voluto essere un paguro ed avere la propria abitazione sulla schiena sarebbe stato comodo.<br />
Nei momenti di vuoto, quando volevo coprire il dolore, guardando il mare, volevo essere catturato e finire nel profondo, come un gabbiano quando ha le ali piene di petrolio e non riesce a muoversi. Volevo essere portato giù, in quel mare nero che nasconde segreti.<br />
Ed è in quei momenti che capisco che i mari sono la prova tangibile che Dio ha pianto per la sua creazione.<br />
Siedo ora  nella mia casa con un raggio di speranza che entra dalla porta e mi chiedo se il mare sarà pronto ad accogliermi.<br />
Il mare pieno di vita, di acqua ma che non offre neanche una goccia da bere nei momenti difficili.<br />
Nei momenti in cui lo fissi ti vengono dei dubbi, delle perplessità su come è nato e sui piccoli esserini che vivono al suo interno, come le spugne che crescono nel mare e mi chiedo quanto più profondo sarebbe se questo non accadesse.<br />
Oppure mi chiedo quanto possa costare il mare e penso che chi ha il dominio del mare ha il dominio di tutto.<br />
Poi, vedendo la mia casa, mi ricordo il primo giorno in cui ci ho vissuto e una fitta al cuore mi colpisce peggiorando l&#8217;enorme crepa a cui ormai si è abituato.La mia casa piccola, ma sufficiente per me, decorosa, comprata con il mio denaro.<br />
Ricordo ancora quel giorno che la fissavo e non volevo entrare e capisco adesso che le case sono fatte per viverci, non per essere guardate.<br />
Capisco adesso la vera natura della casa:il luogo della pace;il rifugio,non soltanto da ogni torto,ma anche da ogni paura,dubbio e discordia.<br />
Tra il mare e la casa e i bei ricordi del passato capisco che sono pronto per salutare questo mondo, per accoglierne un altro e lascio così che la crepa del mio cuore si allarghi e che il muscolo decida definitivamente di smettere di battere.<br />
Prima di morire sento il vento che non scappa più e le onde che non seguono più i suoi comandi, divertendosi contro gli scogli.<br />
<strong><br />
Bene, molto riflessivo. Ti ho corretto, purtroppo in modalità che non ti lascia vedere dove. Mi spiace. Prova però a ricontrollare con il tuo testo. </strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: αngi</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2685</link>
		<dc:creator><![CDATA[αngi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:06:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=2334#comment-2685</guid>
		<description><![CDATA[Un sogno si può davvero avverare?
Sono un artista di strada, mi piace suonare il violino, non so davvero perché, forse perché mio padre prima di morire mi ha insegnato a suonarlo e ad adorare questo fantastico strumento così affascinante.
 vorrei tanto che mio padre fosse fiero di me, anche se è morto so che lui mi vede e che veglia su di me e che sarà sempre nel mio cuore.
Il giorno prima di lasciarmi mi disse che non importava dove e quando avrei suonato, il punto era che se volevo suonare dovevo farlo col cuore e qualsiasi cosa attorno a me sarebbe scomparso e le persone avrebbero visto solo il mio talento e la mia passione.
E’ da quel giorno che cominciai ad andare ogni giorno dopo la scuola a suonare per strada, da anni  il violino è la mia vita, perché mi piace sentire il suono di ogni singola corda che s’incontra con l’archetto, quel suono armonioso.
A differenza di tutti gli artisti di strada non suono per soldi, infatti quando i signori o le signore che stanno andando in metropolitana  mi offrono qualche banconota io le rifiuto.
Vi chiederete perché, beh perché non ho problemi di soldi, anzi ho una casa e una mamma che mi vuole bene, anche se non è molto d’accordo per il fatto che vado a suonare davanti alla metrò. Le ho spiegato però che la mia è solo una passione che voglio condividere con gli altri, io suono per il piacere di farlo tutto qui. Anche se suono davanti a un marciapiede, riesco comunque ad emozionare molte persone che mi riempiono di complimenti, mio padre aveva ragione.
Conosco molti artisti che vengono nella mia stessa via a suonare qualche accordo con la chitarra, ovviamente non per il mio stesso motivo, ma per avere qualche soldo da portare alla propria famiglia.
Un pomeriggio dopo la scuola, come sempre andai alla metrò, salutai tutti i miei amici che erano lì dalla mattina e tirai fuori il mio gioiellino.
_ “ Sai che gira la voce nelle metrò che un capo di una banda sta cercando un violinista? Potrebbe essere la tua grande occasione non credi?”
Mi disse Harry un uomo che suona l’armonica a pochi due passi da me, lui suona da anni con me è  come un padre per me, perché mi aiuta a fare i compiti quando ne ho bisogno e mi dà sempre buoni consigli, è saggio e suona per strada perché ha perso la moglie in un incidente e deve mantenere la figlia di sei anni.
-	“ Davvero? comunque sono certo che non passerà mai di qui, con la fortuna che ho.”  Risposi.
-	“ Finiscila tu ce la farai credo in te, ora dai il meglio di te in ogni accordo, credo in te.” Rispose facendomi incominciare subito una melodia.
Le ore passavano ma del capo d’orchestra non c’èra ancora l’ombra, quando stavo per mollare però un dito mi pizzicò la spalla con una biglietto da visita.
Il biglietto cadde a terra, lo raccolsi, mi voltai ma dietro di me non c’èra più nessuno, lessi il biglietto:
Orchestra melodica per violini.
Chiama il numero sotto per saperne di più e diventare uno di noi.
Guardai Harry negli occhi e lo abbracciai con le lacrime agli occhi, era il mio momento.

&lt;strong&gt;Bravissima Angy, molto bello questo racconto. Ti farò vedere a scuola qualche modifica che farei nella punteggiatura, soprattutto&lt;/strong&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un sogno si può davvero avverare?<br />
Sono un artista di strada, mi piace suonare il violino, non so davvero perché, forse perché mio padre prima di morire mi ha insegnato a suonarlo e ad adorare questo fantastico strumento così affascinante.<br />
 vorrei tanto che mio padre fosse fiero di me, anche se è morto so che lui mi vede e che veglia su di me e che sarà sempre nel mio cuore.<br />
Il giorno prima di lasciarmi mi disse che non importava dove e quando avrei suonato, il punto era che se volevo suonare dovevo farlo col cuore e qualsiasi cosa attorno a me sarebbe scomparso e le persone avrebbero visto solo il mio talento e la mia passione.<br />
E’ da quel giorno che cominciai ad andare ogni giorno dopo la scuola a suonare per strada, da anni  il violino è la mia vita, perché mi piace sentire il suono di ogni singola corda che s’incontra con l’archetto, quel suono armonioso.<br />
A differenza di tutti gli artisti di strada non suono per soldi, infatti quando i signori o le signore che stanno andando in metropolitana  mi offrono qualche banconota io le rifiuto.<br />
Vi chiederete perché, beh perché non ho problemi di soldi, anzi ho una casa e una mamma che mi vuole bene, anche se non è molto d’accordo per il fatto che vado a suonare davanti alla metrò. Le ho spiegato però che la mia è solo una passione che voglio condividere con gli altri, io suono per il piacere di farlo tutto qui. Anche se suono davanti a un marciapiede, riesco comunque ad emozionare molte persone che mi riempiono di complimenti, mio padre aveva ragione.<br />
Conosco molti artisti che vengono nella mia stessa via a suonare qualche accordo con la chitarra, ovviamente non per il mio stesso motivo, ma per avere qualche soldo da portare alla propria famiglia.<br />
Un pomeriggio dopo la scuola, come sempre andai alla metrò, salutai tutti i miei amici che erano lì dalla mattina e tirai fuori il mio gioiellino.<br />
_ “ Sai che gira la voce nelle metrò che un capo di una banda sta cercando un violinista? Potrebbe essere la tua grande occasione non credi?”<br />
Mi disse Harry un uomo che suona l’armonica a pochi due passi da me, lui suona da anni con me è  come un padre per me, perché mi aiuta a fare i compiti quando ne ho bisogno e mi dà sempre buoni consigli, è saggio e suona per strada perché ha perso la moglie in un incidente e deve mantenere la figlia di sei anni.<br />
&#8211;	“ Davvero? comunque sono certo che non passerà mai di qui, con la fortuna che ho.”  Risposi.<br />
&#8211;	“ Finiscila tu ce la farai credo in te, ora dai il meglio di te in ogni accordo, credo in te.” Rispose facendomi incominciare subito una melodia.<br />
Le ore passavano ma del capo d’orchestra non c’èra ancora l’ombra, quando stavo per mollare però un dito mi pizzicò la spalla con una biglietto da visita.<br />
Il biglietto cadde a terra, lo raccolsi, mi voltai ma dietro di me non c’èra più nessuno, lessi il biglietto:<br />
Orchestra melodica per violini.<br />
Chiama il numero sotto per saperne di più e diventare uno di noi.<br />
Guardai Harry negli occhi e lo abbracciai con le lacrime agli occhi, era il mio momento.</p>
<p><strong>Bravissima Angy, molto bello questo racconto. Ti farò vedere a scuola qualche modifica che farei nella punteggiatura, soprattutto</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ▒ℒąŋƇḝ▒</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2334/comment-page-1#comment-2683</link>
		<dc:creator><![CDATA[▒ℒąŋƇḝ▒]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:04:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=2334#comment-2683</guid>
		<description><![CDATA[La leggenda del gabbiano rosso
&quot;Kwaa&quot; &quot;Kwaa&quot; furono i rumori con cui mi svegliai, aprii gli occhi e sopra di me volavano dei gabbiani e capii che la burrasca era finita. In lontananza  il mare era tetro, sinistro e doppiogiochista proprio come le nuvole che incombevano si di esso&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt; come se sotto si celasse un mistero. &lt;strong&gt;V&lt;/strong&gt;idi la mia nave inghiottita dalla violenza e &lt;strong&gt;dal&lt;/strong&gt;l&#039;aggressività delle onde. Diedi uno sguardo alla spiaggia e vidi tutto l&#039;equipaggio a terra; &lt;strong&gt;poi &lt;/strong&gt;i miei pensieri furono interrotti dallo stesso verso che mi aveva svegliato. Mi misi in viaggio per cercare un riparo, mi guardai intorno ma non trovai nulla; all&#039;improvviso un gabbiano rosso mi planò vicino e insospettitomi lo seguii. Non diedi importanza a dove stessi andando o se mi stessi perdendo. Ad un tratto un faro distrutto mi comparve davanti e decisi che sarebbe stato un buon riparo. Quel giorno ci fu un grandioso tramonto rosso, arancione e giallo, stavo per distogliere lo sguardo dall&#039;inebriante fenomeno, ma dove il cielo era giallo una macchia bruna lo attraversò e io ripensai al gabbiano che avevo seguito, ma &lt;strong&gt;ad un tratto&lt;/strong&gt; il medesimo verso interruppe i miei pensieri, sembrava che qualcuno o qualcosa non volesse farmi pensare. 
Il giorno dopo una flotta di nubi maligne e meschine se la presero con un povero peschereccio, le onde con grande forza spaccarono l&#039;albero maestro che in un secondo distrusse la fiancata sinistra della misera imbarcazione&lt;strong&gt;;&lt;/strong&gt; poi un onda se la portò via&lt;strong&gt;. P&lt;/strong&gt;oco dopo quando i resti arrivarono a riva mi accorsi che nessuno era sopravvissuto. Collegai l&#039;accaduto al gabbiano però pensai che fosse solo una coincidenza. Quel giorno il gabbiano non si fece vedere e &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T15:43:21+00:00&quot;&gt;infatti&lt;/del&gt; il giorno seguente non ci fu nessuna burrasca; cominciai ad avere dei sospetti e iniziai ad indagare. &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T15:43:21+00:00&quot;&gt;Il medesimo giorno&lt;/del&gt; &lt;strong&gt;Quella sera&lt;/strong&gt; ci fu &lt;strong&gt;ancora uno splendido&lt;/strong&gt; tramonto e il gabbiano rosso lo attraversò, il giorno successivo un naufragio fece affondare una caravella. Un pensiero si insinuò nella mia mente, &lt;strong&gt;credetti&lt;/strong&gt; che questo gabbiano fosse &lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;ettuno &lt;del datetime=&quot;2012-02-14T15:43:21+00:00&quot;&gt;il quale&lt;/del&gt;&lt;strong&gt; che &lt;/strong&gt;si ribellava nei confronti dell&#039;uomo che con negligenza inquinava il suo habitat&lt;strong&gt;. I&lt;/strong&gt;l mio pensiero venne interrotto dal verso &lt;strong&gt;stridulo&lt;/strong&gt; di quel pennuto. Lo stesso giorno mentre camminavo sulla spiaggia recuperai una squama rossa totalmente sconosciuta all&#039;essere umano e capii che i miei pensieri erano realtà. Allora ebbi una certezza: l&#039;essere umano con la sua negligenza stava dichiarando guerra agli dei.

:-) &lt;strong&gt;bene. Ho corretto alcuni punti e la punteggiatura per far scorrere meglio la storia. Vedi se sei d&#039;accordo.&lt;/strong&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La leggenda del gabbiano rosso<br />
&#8220;Kwaa&#8221; &#8220;Kwaa&#8221; furono i rumori con cui mi svegliai, aprii gli occhi e sopra di me volavano dei gabbiani e capii che la burrasca era finita. In lontananza  il mare era tetro, sinistro e doppiogiochista proprio come le nuvole che incombevano si di esso<strong>,</strong> come se sotto si celasse un mistero. <strong>V</strong>idi la mia nave inghiottita dalla violenza e <strong>dal</strong>l&#8217;aggressività delle onde. Diedi uno sguardo alla spiaggia e vidi tutto l&#8217;equipaggio a terra; <strong>poi </strong>i miei pensieri furono interrotti dallo stesso verso che mi aveva svegliato. Mi misi in viaggio per cercare un riparo, mi guardai intorno ma non trovai nulla; all&#8217;improvviso un gabbiano rosso mi planò vicino e insospettitomi lo seguii. Non diedi importanza a dove stessi andando o se mi stessi perdendo. Ad un tratto un faro distrutto mi comparve davanti e decisi che sarebbe stato un buon riparo. Quel giorno ci fu un grandioso tramonto rosso, arancione e giallo, stavo per distogliere lo sguardo dall&#8217;inebriante fenomeno, ma dove il cielo era giallo una macchia bruna lo attraversò e io ripensai al gabbiano che avevo seguito, ma <strong>ad un tratto</strong> il medesimo verso interruppe i miei pensieri, sembrava che qualcuno o qualcosa non volesse farmi pensare.<br />
Il giorno dopo una flotta di nubi maligne e meschine se la presero con un povero peschereccio, le onde con grande forza spaccarono l&#8217;albero maestro che in un secondo distrusse la fiancata sinistra della misera imbarcazione<strong>;</strong> poi un onda se la portò via<strong>. P</strong>oco dopo quando i resti arrivarono a riva mi accorsi che nessuno era sopravvissuto. Collegai l&#8217;accaduto al gabbiano però pensai che fosse solo una coincidenza. Quel giorno il gabbiano non si fece vedere e <del datetime="2012-02-14T15:43:21+00:00">infatti</del> il giorno seguente non ci fu nessuna burrasca; cominciai ad avere dei sospetti e iniziai ad indagare. <del datetime="2012-02-14T15:43:21+00:00">Il medesimo giorno</del> <strong>Quella sera</strong> ci fu <strong>ancora uno splendido</strong> tramonto e il gabbiano rosso lo attraversò, il giorno successivo un naufragio fece affondare una caravella. Un pensiero si insinuò nella mia mente, <strong>credetti</strong> che questo gabbiano fosse <strong>N</strong>ettuno <del datetime="2012-02-14T15:43:21+00:00">il quale</del><strong> che </strong>si ribellava nei confronti dell&#8217;uomo che con negligenza inquinava il suo habitat<strong>. I</strong>l mio pensiero venne interrotto dal verso <strong>stridulo</strong> di quel pennuto. Lo stesso giorno mentre camminavo sulla spiaggia recuperai una squama rossa totalmente sconosciuta all&#8217;essere umano e capii che i miei pensieri erano realtà. Allora ebbi una certezza: l&#8217;essere umano con la sua negligenza stava dichiarando guerra agli dei.</p>
<p><img src="https://www.sconfinamenti.net/blog/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":-)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>bene. Ho corretto alcuni punti e la punteggiatura per far scorrere meglio la storia. Vedi se sei d&#8217;accordo.</strong></p>
]]></content:encoded>
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