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	<title>Commenti a: Uno spazio per i vostri racconti</title>
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		<title>Di: ▒ℒąŋƇḝ▒</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-2912</link>
		<dc:creator><![CDATA[▒ℒąŋƇḝ▒]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 20:48:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&lt;strong&gt;Una sorpresa speciale nel giorno di Pasqua.&lt;/strong&gt;

Mi svegliai con la tapparella abbassata, un raggio di sole illuminava un insolito oggetto che sembrava essere un uovo di Pasqua&lt;strong&gt;:&lt;/strong&gt; era di forma ovale ed era ricoperto con plastica argentata.
In preda all&#039;eccitazione mi alzai subito e mi diressi verso di esso. Non vedevo niente e per questo inciampai sulla pila di vestiti sporchi del giorno precedente e a terra strisciai per prendere quello che certamente era un uovo di Pasqua&lt;strong&gt;;&lt;/strong&gt; lo presi dal tavolo di legno di ciliegio su cui era appoggiato e lo aprii selvaggiamente come un leone che squarta la sua preda; non mi importava del cioccolato volevo solo la sorpresa.
Speravo che dentro quel fragile strato di cioccolato si nascondesse il mio vero amore, ma come può starci una persona dentro un oggetto così piccolo?
Il fatto era che volevo solo una fidanzata e tutti gli anni il mio desiderio era questo.
Deluso uscii dalla mia camera andando in cucina dove mi  aspetta&lt;strong&gt;va&lt;/strong&gt; tutta la mia famiglia, entrai: mio padre era seduto al suo solito posto di fronte alla finestra, mia madre era davanti a me che si muoveva di qua e di là per preparare il pranzo e mio fratello minore era seduto al mio posto di fianco alla porta che scambiava messaggi con il mio cellulare con la sua ragazza.
Furioso tolsi il telefonino dalle sue mani che freneticamente picchiettavano i tastini della tastiera del mio telefono, subito dopo lo presi con la forza e lo spostai di peso.
I miei genitori mi guardarono sorpresi e mi urlarono contro:&quot; Ma cosa hai questa mattina!?&quot; &lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt;ncora arrabbiatissimo risposi:&quot; Già devo sopportare che mio fratello minore abbia una fidanzata e io no, in più era seduto al mio posto! Scusate ma non sono riuscito a controllarmi&quot;&lt;strong&gt;. S&lt;/strong&gt;i scambiarono un sorriso complice e dopo mia madre mi spiegò:&quot; Figliolo ancora ti preoccupi di avere una fidanzata? Aspetta un po&#039; di tempo e poi l&#039;avrai&quot;&lt;strong&gt;, ma io&lt;/strong&gt; in malo modo esclamai:&quot; Non siamo più nella vostra lontana era quando vedevate una persona era vostra come nella preistoria!!! Adesso una persona la si deve conquistare con le parole affinché nel suo cuore scatti quella scintilla che porterà la nascita della storia d&#039;amore&quot;&lt;strong&gt;. Mia madre&lt;/strong&gt; imbarazzata rispose: &quot;Come osi trattare tua madre così!? Fila subito in camera tua!!!&quot; -&quot;Voi genitori quando non sapete più che dire perché noi figli abbiamo ragione vi giustificate sempre così! Io adesso non vado in camera mia ma scappo di casa però prima devo fare una cosa&quot;.
Andai verso mio fratello che per tutta la conversazione aveva riso e gli sferrai un destro che gli &lt;del datetime=&quot;2012-04-11T21:38:06+00:00&quot;&gt;aveva fatto&lt;/del&gt; &lt;strong&gt;fece&lt;/strong&gt; cadere quattro denti, almeno ci ripenserà due volte prima di ridermi in faccia.
Come avevo promesso scappai di casa dirigendomi verso una segheria abbandonata, &lt;del datetime=&quot;2012-04-11T21:38:06+00:00&quot;&gt;essa&lt;/del&gt; era il mio posto segreto in cui andavo per pensare quando ero triste; vidi che dove solitamente sedevo era appoggiata una ragazza. Ora quel tronco di legno usato come sedia non era più solo mio.
Anche se mi vergognavo mi diressi ugualmente lì, la ragazza mi guardò arrivare e quando presi posto mi &lt;del datetime=&quot;2012-04-11T21:38:06+00:00&quot;&gt;chiedette&lt;/del&gt; &lt;strong&gt;chiese&lt;/strong&gt;:&quot; Che cosa ci fai qui?&quot; Timidamente le risposi: &quot;Quando sono triste vengo sempre qui per riflettere e per annusare il buon profumo dei fiori selvatici selvatici che crescono qui. Tu perché sei qui?&quot; 
-&quot; Per la tua stessa ragione, perché sono triste e volevo stare sola, ho trovato questo posto lontano dai rumori della città e ne ho approfittato&quot;.
Per un momento la guardai dolcemente negli occhi e senza alcun motivo mi baciò sulle labbra. Ero in stato shock, paralizzato non seppi che dire e mentre stavo per emettere qualche sillaba dalla mia bocca lei mi zittì e mi disse: &quot;Non dire nulla, questo è il mio numero chiamami se ne hai voglia però non essere paralizzato come adesso&quot; &lt;strong&gt;poi&lt;/strong&gt; &lt;del datetime=&quot;2012-04-11T21:38:06+00:00&quot;&gt;lei &lt;/del&gt;se ne andò, procurandomi un grande vuoto nel cuore. Capii una sola cosa &lt;strong&gt;ovvero&lt;/strong&gt; che le cose importanti bisogna aspettarle&lt;strong&gt;:&lt;/strong&gt; aveva ragione mia madre e purtroppo dovevo scusarmi con lei.
Questa Pasqua non la scordai mai perché adesso quella ragazza è mia moglie.


&lt;strong&gt;Bel racconto: il testo è ben strutturato, la storia si sviluppa bene. Rivedi le mie correzioni e fai attenzione soprattutto ai verbi passati: in un caso sbagli terribilmente!&lt;/strong&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una sorpresa speciale nel giorno di Pasqua.</strong></p>
<p>Mi svegliai con la tapparella abbassata, un raggio di sole illuminava un insolito oggetto che sembrava essere un uovo di Pasqua<strong>:</strong> era di forma ovale ed era ricoperto con plastica argentata.<br />
In preda all&#8217;eccitazione mi alzai subito e mi diressi verso di esso. Non vedevo niente e per questo inciampai sulla pila di vestiti sporchi del giorno precedente e a terra strisciai per prendere quello che certamente era un uovo di Pasqua<strong>;</strong> lo presi dal tavolo di legno di ciliegio su cui era appoggiato e lo aprii selvaggiamente come un leone che squarta la sua preda; non mi importava del cioccolato volevo solo la sorpresa.<br />
Speravo che dentro quel fragile strato di cioccolato si nascondesse il mio vero amore, ma come può starci una persona dentro un oggetto così piccolo?<br />
Il fatto era che volevo solo una fidanzata e tutti gli anni il mio desiderio era questo.<br />
Deluso uscii dalla mia camera andando in cucina dove mi  aspetta<strong>va</strong> tutta la mia famiglia, entrai: mio padre era seduto al suo solito posto di fronte alla finestra, mia madre era davanti a me che si muoveva di qua e di là per preparare il pranzo e mio fratello minore era seduto al mio posto di fianco alla porta che scambiava messaggi con il mio cellulare con la sua ragazza.<br />
Furioso tolsi il telefonino dalle sue mani che freneticamente picchiettavano i tastini della tastiera del mio telefono, subito dopo lo presi con la forza e lo spostai di peso.<br />
I miei genitori mi guardarono sorpresi e mi urlarono contro:&#8221; Ma cosa hai questa mattina!?&#8221; <strong>A</strong>ncora arrabbiatissimo risposi:&#8221; Già devo sopportare che mio fratello minore abbia una fidanzata e io no, in più era seduto al mio posto! Scusate ma non sono riuscito a controllarmi&#8221;<strong>. S</strong>i scambiarono un sorriso complice e dopo mia madre mi spiegò:&#8221; Figliolo ancora ti preoccupi di avere una fidanzata? Aspetta un po&#8217; di tempo e poi l&#8217;avrai&#8221;<strong>, ma io</strong> in malo modo esclamai:&#8221; Non siamo più nella vostra lontana era quando vedevate una persona era vostra come nella preistoria!!! Adesso una persona la si deve conquistare con le parole affinché nel suo cuore scatti quella scintilla che porterà la nascita della storia d&#8217;amore&#8221;<strong>. Mia madre</strong> imbarazzata rispose: &#8220;Come osi trattare tua madre così!? Fila subito in camera tua!!!&#8221; -&#8220;Voi genitori quando non sapete più che dire perché noi figli abbiamo ragione vi giustificate sempre così! Io adesso non vado in camera mia ma scappo di casa però prima devo fare una cosa&#8221;.<br />
Andai verso mio fratello che per tutta la conversazione aveva riso e gli sferrai un destro che gli <del datetime="2012-04-11T21:38:06+00:00">aveva fatto</del> <strong>fece</strong> cadere quattro denti, almeno ci ripenserà due volte prima di ridermi in faccia.<br />
Come avevo promesso scappai di casa dirigendomi verso una segheria abbandonata, <del datetime="2012-04-11T21:38:06+00:00">essa</del> era il mio posto segreto in cui andavo per pensare quando ero triste; vidi che dove solitamente sedevo era appoggiata una ragazza. Ora quel tronco di legno usato come sedia non era più solo mio.<br />
Anche se mi vergognavo mi diressi ugualmente lì, la ragazza mi guardò arrivare e quando presi posto mi <del datetime="2012-04-11T21:38:06+00:00">chiedette</del> <strong>chiese</strong>:&#8221; Che cosa ci fai qui?&#8221; Timidamente le risposi: &#8220;Quando sono triste vengo sempre qui per riflettere e per annusare il buon profumo dei fiori selvatici selvatici che crescono qui. Tu perché sei qui?&#8221;<br />
-&#8221; Per la tua stessa ragione, perché sono triste e volevo stare sola, ho trovato questo posto lontano dai rumori della città e ne ho approfittato&#8221;.<br />
Per un momento la guardai dolcemente negli occhi e senza alcun motivo mi baciò sulle labbra. Ero in stato shock, paralizzato non seppi che dire e mentre stavo per emettere qualche sillaba dalla mia bocca lei mi zittì e mi disse: &#8220;Non dire nulla, questo è il mio numero chiamami se ne hai voglia però non essere paralizzato come adesso&#8221; <strong>poi</strong> <del datetime="2012-04-11T21:38:06+00:00">lei </del>se ne andò, procurandomi un grande vuoto nel cuore. Capii una sola cosa <strong>ovvero</strong> che le cose importanti bisogna aspettarle<strong>:</strong> aveva ragione mia madre e purtroppo dovevo scusarmi con lei.<br />
Questa Pasqua non la scordai mai perché adesso quella ragazza è mia moglie.</p>
<p><strong>Bel racconto: il testo è ben strutturato, la storia si sviluppa bene. Rivedi le mie correzioni e fai attenzione soprattutto ai verbi passati: in un caso sbagli terribilmente!</strong></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gigia</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-2845</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gigia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 22:27:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-2845</guid>
		<description><![CDATA[Cosa pensano le persone di me…

Basta cambiare qualsiasi cosa perché la gente ti guardi diversamente da come sei: una maglietta, un paio di occhiali, il taglio di capelli …  anche un minuscolo particolare ci può far sentire diversi .
Le persone,  infatti,  la prima cosa che fanno quando incontrano una persona è osservarla superficialmente dal fisico ai vestiti, per poi cambiare idea quando la conoscono meglio, ma non sempre accade così: un esempio sono le perone anziane, in particolare le vecchiette che non sapendo cosa fare durante la giornata si siedono in balcone ad osservare i passanti, per poi sparlarne con le loro amiche.
Mia nonna è una di queste persone, che quando mi vede truccata o con una maglia un po’ scollata inizia a farmi la predica ricordandomi che le persone guardandomi potrebbe pensare male di me. Questo  però peggiora quando vado a casa sua nella nostra casa in montagna, in un paesino sperduto chiamato Viticuso, dove, gli abitanti conoscono tutti e tutto.
Quando vado là, infatti, appena arrivata mia nonna ancora prima di salutarmi inizia a farmi la lista di tutto quello che posso e non posso fare per paura di compromettere la mia figura in paese, sembra sempre di essere in prigione in mezzo a tante vecchiette che quando passi ti osservano mettendoti a disagio.
Ogni anno quindi, quando vado là mi sembra di diventare un’altra Giorgia, una Giorgia diversa che non si trucca, si veste sempre elegante e che esce solo con chi decide la propria nonna, solo perché gli altri non possano dire niente.
Ma è stancante e snervante una vita così perché ci rende prigionieri della propria ed è per questo che da due anni tento di migliorare le mie giornate a Viticuso, anche se, questo significata farsi criticare , ma non mi interessa perché quello che conta  è far felici prima se stessi e poi quando tutto nella tua vita va bene si può rendere felici anche gli altri.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa pensano le persone di me…</p>
<p>Basta cambiare qualsiasi cosa perché la gente ti guardi diversamente da come sei: una maglietta, un paio di occhiali, il taglio di capelli …  anche un minuscolo particolare ci può far sentire diversi .<br />
Le persone,  infatti,  la prima cosa che fanno quando incontrano una persona è osservarla superficialmente dal fisico ai vestiti, per poi cambiare idea quando la conoscono meglio, ma non sempre accade così: un esempio sono le perone anziane, in particolare le vecchiette che non sapendo cosa fare durante la giornata si siedono in balcone ad osservare i passanti, per poi sparlarne con le loro amiche.<br />
Mia nonna è una di queste persone, che quando mi vede truccata o con una maglia un po’ scollata inizia a farmi la predica ricordandomi che le persone guardandomi potrebbe pensare male di me. Questo  però peggiora quando vado a casa sua nella nostra casa in montagna, in un paesino sperduto chiamato Viticuso, dove, gli abitanti conoscono tutti e tutto.<br />
Quando vado là, infatti, appena arrivata mia nonna ancora prima di salutarmi inizia a farmi la lista di tutto quello che posso e non posso fare per paura di compromettere la mia figura in paese, sembra sempre di essere in prigione in mezzo a tante vecchiette che quando passi ti osservano mettendoti a disagio.<br />
Ogni anno quindi, quando vado là mi sembra di diventare un’altra Giorgia, una Giorgia diversa che non si trucca, si veste sempre elegante e che esce solo con chi decide la propria nonna, solo perché gli altri non possano dire niente.<br />
Ma è stancante e snervante una vita così perché ci rende prigionieri della propria ed è per questo che da due anni tento di migliorare le mie giornate a Viticuso, anche se, questo significata farsi criticare , ma non mi interessa perché quello che conta  è far felici prima se stessi e poi quando tutto nella tua vita va bene si può rendere felici anche gli altri.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saretta98</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-1617</link>
		<dc:creator><![CDATA[Saretta98]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 07:42:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-1617</guid>
		<description><![CDATA[Match scolastici
Ero salito su un autobus
Domani dovevo andare a scuola e dovevo prendere l&#039;autobus.
Avete presente quei strani veicoli giallastri ,con tanti finestrini con le cicche attaccate ,e volti di persone che ti guardano come per dire:&quot;Non entrare.&quot;
Si, domani dovevo prendere quell&#039;autobus.
La notte passò velocemente ed il guiorno arrivò o almeno era quello che pensavo.
Il giorno e arrivato,uscii di casa,con la cartella attacata alla schiena per farsi che nessuno me la rubi,quel giorno era pesantissima.
Dopo cinque minuti di camminata arrivai alla fermata,un palo enorme arancione con lsa scritta Scuola Bus.
Era scritto con un pennarello nero che sbavava quindi le lettere non si capivano bene m,a io sapevo che dovevo stare lì.
Ad un certo punto un enorme limusin bianca comparve lungo la via.
Pensa se quello era il mio autobus,no era impossibile.
Davanti aveva una scritta in oro massiccioa ma per colpa del mio occhio miope non riuscii a leggerla.
Sembrava non fin ire mai,i finestrinboi completamente tirati a lucido facevano intravedere delle persone con il sorriso sul volto e la faccia orgogliosa di se.
La limusin si avvicinò ,c&#039;era scritto Scuola Bus.
Mi diedi un pizzicotto per svegliarmi,talmente forte che mi rimase il livido ,ma non stavo sognando o almno era quello che credevo.
Si fermò davanti a me e si aprì la porta ,mi stavano aspettando?
L&#039;autista mi fecew cenno con il dito di salire.
Io mi guardai attotrno perchè forse non si stava riferendo a me ,ma io ero l&#039;unoco lì.
La limusin all&#039;interno era fantastica piena di televisori chgen proiettavano una quantità enorme di film diversi,spuntini serviti sui tavoli,calcetti,ping-pong,oggi forse non sarei andatop a scuola.
Offrivano anche caramelle alla matem,atica e geografia.
Mi sedetti la poltrrona ra morbida,ci sprofondavo dentro,schiacciai inavvertitamente un tasto e partì il massaggiatore.
sprofondai nella poltrona e mi addormantai.
Fui svegliato da uno strano suono,un acuto DRINNN,cosa poteva fare drinn in una limusin&#039;forse la fermata prenotata,no il suono era più acuto.
Aprii le pesanti palpebre,mi toccai il corpo ,ero in pigiama?
Pino piano i miei occhi iniziarono a focalizzare la stanza,nom eero a casa.
Si,c&#039;era il letto,il tavolino,c&#039;era proprio tutto ,quindi era solo un sogno e il mio autobus era ancora alla fermata che mi aspettava.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Match scolastici<br />
Ero salito su un autobus<br />
Domani dovevo andare a scuola e dovevo prendere l&#8217;autobus.<br />
Avete presente quei strani veicoli giallastri ,con tanti finestrini con le cicche attaccate ,e volti di persone che ti guardano come per dire:&#8221;Non entrare.&#8221;<br />
Si, domani dovevo prendere quell&#8217;autobus.<br />
La notte passò velocemente ed il guiorno arrivò o almeno era quello che pensavo.<br />
Il giorno e arrivato,uscii di casa,con la cartella attacata alla schiena per farsi che nessuno me la rubi,quel giorno era pesantissima.<br />
Dopo cinque minuti di camminata arrivai alla fermata,un palo enorme arancione con lsa scritta Scuola Bus.<br />
Era scritto con un pennarello nero che sbavava quindi le lettere non si capivano bene m,a io sapevo che dovevo stare lì.<br />
Ad un certo punto un enorme limusin bianca comparve lungo la via.<br />
Pensa se quello era il mio autobus,no era impossibile.<br />
Davanti aveva una scritta in oro massiccioa ma per colpa del mio occhio miope non riuscii a leggerla.<br />
Sembrava non fin ire mai,i finestrinboi completamente tirati a lucido facevano intravedere delle persone con il sorriso sul volto e la faccia orgogliosa di se.<br />
La limusin si avvicinò ,c&#8217;era scritto Scuola Bus.<br />
Mi diedi un pizzicotto per svegliarmi,talmente forte che mi rimase il livido ,ma non stavo sognando o almno era quello che credevo.<br />
Si fermò davanti a me e si aprì la porta ,mi stavano aspettando?<br />
L&#8217;autista mi fecew cenno con il dito di salire.<br />
Io mi guardai attotrno perchè forse non si stava riferendo a me ,ma io ero l&#8217;unoco lì.<br />
La limusin all&#8217;interno era fantastica piena di televisori chgen proiettavano una quantità enorme di film diversi,spuntini serviti sui tavoli,calcetti,ping-pong,oggi forse non sarei andatop a scuola.<br />
Offrivano anche caramelle alla matem,atica e geografia.<br />
Mi sedetti la poltrrona ra morbida,ci sprofondavo dentro,schiacciai inavvertitamente un tasto e partì il massaggiatore.<br />
sprofondai nella poltrona e mi addormantai.<br />
Fui svegliato da uno strano suono,un acuto DRINNN,cosa poteva fare drinn in una limusin&#8217;forse la fermata prenotata,no il suono era più acuto.<br />
Aprii le pesanti palpebre,mi toccai il corpo ,ero in pigiama?<br />
Pino piano i miei occhi iniziarono a focalizzare la stanza,nom eero a casa.<br />
Si,c&#8217;era il letto,il tavolino,c&#8217;era proprio tutto ,quindi era solo un sogno e il mio autobus era ancora alla fermata che mi aspettava.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Saretta98</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-1616</link>
		<dc:creator><![CDATA[Saretta98]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 06:21:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-1616</guid>
		<description><![CDATA[I testi del match scolastico
Un incontro inatteso
Ero in spiaggia il sole mia accecava gli occhi, il vento mi muoveva i capelli,i miei piedi toccavano la sabbia umida ,lasciando impronte.
Ad un certo punto davanti a m apparve un ragazzo bellissimo,occhi azzurri color mare ,capelli color carbone e un sorriso a trentadue denti stampato sul volto ,magnifico,era un angelo sceso in terra.
Dovevo attirare la sua attenzione,ma non sapevo proprio come fare ,la mia mente formulava cose strane ,e la più semplice m i parve lanciarli un sasso,certo senza fargli male.
Veniva verso di me ,e ame iniziò a battere il cuore fortissimo.
In quel momento la mia mano partì da sola,raccolse un sassolino e...glio e lo lanciò.
Corsi a chiedere scusa ,il mio piano aveva funzionato,lui era un pò smarrito e io per calmarmi e sistemare la situazione gli chiesi scusa,balbettando pure.
Lui sorrise e rispose che non era successo nulla.
Secondo problema come continuavola conversazione?
Mi precipitai nel chiedergli:&quot;Come ti chiami?&quot;
&quot;Luca&quot;.Aveva qualcosa di familare ma non capivo cosa,sembrava l&#039;avessi già visto.
&quot;Mmm non mi ricordo come ti chiami... mi rinfreschi la memoria?&quot;
A quelle parole rimasi spiazzata,zittita,mi conosceva?
Dissi:&quot;Lucia ma... tu mi conosci?&quot;
&quot;Ecco chi sei la mia cugina più piccola di Londra!!!&quot;
No,pensai ,era mio cugino.
Per confermare le sue teorie gli domandai:&quot;Com ti chiami di cognome?&quot;
&quot;Casalino&quot;Caspita proprio come e me ,e lo sapevo ch mio padre aveva un fratello gemello ma di lui non sapevo neanche l&#039;esistenza.
Scorsi dietro di noi due genitori ,lei muscolosa , alta ,biondo color sabbia e lui basso ,proprio come mio padre,e un pò cicciottello.
Erano proprio l&#039;opposto.
Accanto a loro i miei genitori.
Ciraggiunsero e iniziarono le presentazioni,io ormai ero bordeaux,il primo ragazzo carino che vedo e mio cugino che figura,per fortuna non lo sapeva nessuno.
Quel giorno cenammo insieme parlai cn luca,di noi,di lui,della scuola e scoprii che c&#039;eravamo visti una sola volta da piccoli.
La sea ci salutammo perchè lui doveva partire.
Tornata a casa per dormire decisi di raccontare al diario questo fatto.
Appena ebbi finito di scrivere sembrava che anche lui stesse ridendo,per fortuna non sapeva parlare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I testi del match scolastico<br />
Un incontro inatteso<br />
Ero in spiaggia il sole mia accecava gli occhi, il vento mi muoveva i capelli,i miei piedi toccavano la sabbia umida ,lasciando impronte.<br />
Ad un certo punto davanti a m apparve un ragazzo bellissimo,occhi azzurri color mare ,capelli color carbone e un sorriso a trentadue denti stampato sul volto ,magnifico,era un angelo sceso in terra.<br />
Dovevo attirare la sua attenzione,ma non sapevo proprio come fare ,la mia mente formulava cose strane ,e la più semplice m i parve lanciarli un sasso,certo senza fargli male.<br />
Veniva verso di me ,e ame iniziò a battere il cuore fortissimo.<br />
In quel momento la mia mano partì da sola,raccolse un sassolino e&#8230;glio e lo lanciò.<br />
Corsi a chiedere scusa ,il mio piano aveva funzionato,lui era un pò smarrito e io per calmarmi e sistemare la situazione gli chiesi scusa,balbettando pure.<br />
Lui sorrise e rispose che non era successo nulla.<br />
Secondo problema come continuavola conversazione?<br />
Mi precipitai nel chiedergli:&#8221;Come ti chiami?&#8221;<br />
&#8220;Luca&#8221;.Aveva qualcosa di familare ma non capivo cosa,sembrava l&#8217;avessi già visto.<br />
&#8220;Mmm non mi ricordo come ti chiami&#8230; mi rinfreschi la memoria?&#8221;<br />
A quelle parole rimasi spiazzata,zittita,mi conosceva?<br />
Dissi:&#8221;Lucia ma&#8230; tu mi conosci?&#8221;<br />
&#8220;Ecco chi sei la mia cugina più piccola di Londra!!!&#8221;<br />
No,pensai ,era mio cugino.<br />
Per confermare le sue teorie gli domandai:&#8221;Com ti chiami di cognome?&#8221;<br />
&#8220;Casalino&#8221;Caspita proprio come e me ,e lo sapevo ch mio padre aveva un fratello gemello ma di lui non sapevo neanche l&#8217;esistenza.<br />
Scorsi dietro di noi due genitori ,lei muscolosa , alta ,biondo color sabbia e lui basso ,proprio come mio padre,e un pò cicciottello.<br />
Erano proprio l&#8217;opposto.<br />
Accanto a loro i miei genitori.<br />
Ciraggiunsero e iniziarono le presentazioni,io ormai ero bordeaux,il primo ragazzo carino che vedo e mio cugino che figura,per fortuna non lo sapeva nessuno.<br />
Quel giorno cenammo insieme parlai cn luca,di noi,di lui,della scuola e scoprii che c&#8217;eravamo visti una sola volta da piccoli.<br />
La sea ci salutammo perchè lui doveva partire.<br />
Tornata a casa per dormire decisi di raccontare al diario questo fatto.<br />
Appena ebbi finito di scrivere sembrava che anche lui stesse ridendo,per fortuna non sapeva parlare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saretta98</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-1615</link>
		<dc:creator><![CDATA[Saretta98]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 12:55:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-1615</guid>
		<description><![CDATA[Testi del match scolastico
Un incontro inatteso
Ero iin spiaggia,il sole mi accecava gli occhi,il vento mi muveva i capelli,i piedi toccavano la sabbia umida lascciando l&#039;impronta.
Ad un certo punto davanti a me apparve un ragazzo bellissimo,occhi azzurri color mare e caopelli color carbone e un sorriso a trentadue denti sul volto magnifico era un angelo sceso in terra.
Dovevo attirare la sua attenzione, ma non sapevo proprio come fare, la mia mente formulava cose strane e la più semplice mi parve lanciargli un sasso,certo senza fargli male.
Veniva verso di me e a me iniziò a battermi fortissimo il cuore.
In quel momento la mia mano partì da sola,raccolse un sassolino e...gli e lo lanciò.
Corsi a chiedere scusa,il mio piano aveva funzionato,lui era un pò smarrito e io per calmarmi e sistemare le cose gli chiesi scusa ,balbettando pure.
Lui sorrise e rispose che non era successo niente.
Secondo problema come continuavo la conversazione?
Mi precipitai nel chiedergli:&quot;Come ti chiami?&quot;
&quot;Luca&quot;.Aveva qualcosa di familiare ma non capivo cosa,sembrava l&#039;avessi già visto.
&quot;Mmm non mi ricordo come ti chiami.....mi rinfreschi la memoria?&quot;
A quelle parole rimasi spiazzata,zittita,mi conosceva?
Dissi:&quot;lucia, ma...mi conosci?&quot; 
&quot;Ecco chi sei la mi cugina più piccola di Londra!&quot;
No, pensai , mio cugino. per confermare le sue risposte gli domandai:&quot; Come ti chiami di cognome?&quot;
&quot;Casalino&quot;. Caspita come me lo sapevo che mio padre aveva un fratello gemello ma di lui non sapevo neanche l&#039;esistenza.
Scrosi dietro di me due genitori, lei muscolosa bionda color sabbia, alta e lui basso, proprio come mio padre, e cicciotello. Erano proprio l&#039;opposto. Accanto a loro i miei genitori.
Ci raggiunsero e iniziarono le presentazioni, ormai ero bordeaux, il primo ragazzo carino che vedevo era mio cugino, mamma mia che figura, per fortuna nessuno lo sapeva. Quel giorno cenammo insieme parlai con Luca di noi, di lui, della scuola e scoprii che c&#039;eravamo visti una volta da piccoli, la sera ci salutammo perchè lui doveva partire. Tornata a casa per dormire decisi di raccontare questo fatto al mio diario e appena ebbi finito di scrivere sembrava che anche lui stesse ridendo per fortuna non sapeva parlare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Testi del match scolastico<br />
Un incontro inatteso<br />
Ero iin spiaggia,il sole mi accecava gli occhi,il vento mi muveva i capelli,i piedi toccavano la sabbia umida lascciando l&#8217;impronta.<br />
Ad un certo punto davanti a me apparve un ragazzo bellissimo,occhi azzurri color mare e caopelli color carbone e un sorriso a trentadue denti sul volto magnifico era un angelo sceso in terra.<br />
Dovevo attirare la sua attenzione, ma non sapevo proprio come fare, la mia mente formulava cose strane e la più semplice mi parve lanciargli un sasso,certo senza fargli male.<br />
Veniva verso di me e a me iniziò a battermi fortissimo il cuore.<br />
In quel momento la mia mano partì da sola,raccolse un sassolino e&#8230;gli e lo lanciò.<br />
Corsi a chiedere scusa,il mio piano aveva funzionato,lui era un pò smarrito e io per calmarmi e sistemare le cose gli chiesi scusa ,balbettando pure.<br />
Lui sorrise e rispose che non era successo niente.<br />
Secondo problema come continuavo la conversazione?<br />
Mi precipitai nel chiedergli:&#8221;Come ti chiami?&#8221;<br />
&#8220;Luca&#8221;.Aveva qualcosa di familiare ma non capivo cosa,sembrava l&#8217;avessi già visto.<br />
&#8220;Mmm non mi ricordo come ti chiami&#8230;..mi rinfreschi la memoria?&#8221;<br />
A quelle parole rimasi spiazzata,zittita,mi conosceva?<br />
Dissi:&#8221;lucia, ma&#8230;mi conosci?&#8221;<br />
&#8220;Ecco chi sei la mi cugina più piccola di Londra!&#8221;<br />
No, pensai , mio cugino. per confermare le sue risposte gli domandai:&#8221; Come ti chiami di cognome?&#8221;<br />
&#8220;Casalino&#8221;. Caspita come me lo sapevo che mio padre aveva un fratello gemello ma di lui non sapevo neanche l&#8217;esistenza.<br />
Scrosi dietro di me due genitori, lei muscolosa bionda color sabbia, alta e lui basso, proprio come mio padre, e cicciotello. Erano proprio l&#8217;opposto. Accanto a loro i miei genitori.<br />
Ci raggiunsero e iniziarono le presentazioni, ormai ero bordeaux, il primo ragazzo carino che vedevo era mio cugino, mamma mia che figura, per fortuna nessuno lo sapeva. Quel giorno cenammo insieme parlai con Luca di noi, di lui, della scuola e scoprii che c&#8217;eravamo visti una volta da piccoli, la sera ci salutammo perchè lui doveva partire. Tornata a casa per dormire decisi di raccontare questo fatto al mio diario e appena ebbi finito di scrivere sembrava che anche lui stesse ridendo per fortuna non sapeva parlare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: adminchiara</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-1566</link>
		<dc:creator><![CDATA[adminchiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 13:47:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-1566</guid>
		<description><![CDATA[Ok MuMU...ma non parlerei di dare delusioni a qualcuno, quanto di sfruttare al meglio le tue risorse e i tuoi talenti! E questo vale per tutti.
Quando scopriamo che siamo in grado di fare qualcosa meglio, secondo me vale la pena provarci :-))
Buona estate!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok MuMU&#8230;ma non parlerei di dare delusioni a qualcuno, quanto di sfruttare al meglio le tue risorse e i tuoi talenti! E questo vale per tutti.<br />
Quando scopriamo che siamo in grado di fare qualcosa meglio, secondo me vale la pena provarci :-))<br />
Buona estate!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Làà MùMù</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-1565</link>
		<dc:creator><![CDATA[Làà MùMù]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 12:02:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-1565</guid>
		<description><![CDATA[Siccome non trovo l&#039;articolo per i racconti dell&#039;estate lo scrivo quà il mio primo racconto.

LA MIA PAGELLLA.
Il 14 giugno sono andata con tutta la mia famiglia a ritirare la mia pagella del secondo quadrimestre. 
La notte prima mi ero addormentata alle 4 di notte, ero troppo agitata, continuavo a pensare alla pagella. Tanti interrogativi mi frullavano in testa: che cosa mi diranno le professoresse? Avrò avuto almeno un otto in italiano? Che cosa penserà mio padre quando vedrà la mia pagella? Forse la pagella farà schifo? E molti altri.
Ore 16:30: sono a scuola per le pagelle e penso:
“Ho sudato per arrivare fino a qui, ma forse non ho sudato abbastanza? E mio padre che cosa mi dirà?”. 
È il nostro turno, il cuore mi batte all&#039;impazzata, sento che sta per scoppiare. Guardo la mia pagella per prima e...il cuore mi scoppia! Quasi tutti sette e quattro otto, oh no!!!!!!!!!!!! Sento che il mondo mi sta crollando addosso, sono delusa dei miei risultati, credevo di essere migliorata invece sono sempre ai quei bassi livelli che odio! 
La pagella è passata nelle mani di mio padre e lì sì che il mondo mi è crollato davvero addosso, l&#039;espressione delusa dipinta sul volto di mio padre mentre guardava la scheda mi aveva colpito al cuore come una freccia appuntita. In quel momento vorrei essere stata cieca per non vedere il volto di mio padre e cominciare a pensare alle cose più orribili come l&#039;annullamento delle mie vacanze che sognavo da mesi, pensavo che se quest&#039;ultimo sarebbe riuscito era tutta colpa mia e di un foglio di carta. Ancora una volta avevo tradito la fiducia di mio padre, lui mi aveva lasciato respirare e io ne approfittato. 
Nel primo quadrimestre era stata la stessa cosa, mio padre mi aveva lasciato andare libera e io lo avevo deluso, nel secondo mi aveva lasciato un po&#039; meno in pace ma ancora TROPPO libera e io lo ho deluso un&#039;altra volta. Usciti da scuola mio padre mi ha detto che era una pagella da sette, il prossimo mi sarai dovuta impegnare davvero e sudare molto. In parte ero triste di queste parole perché volevano dire che non averi più potuto uscire con le mie amiche per fare un giro al Bonola. Dall&#039;altra parte ero contenta perché se mi sarei impegnata i risultati si sarebbero visti molto presto. 
Ora mentre scrivo questo tema sogno il mare di Carpineto e alle due settimane che trascorrerò con i miei migliori amici immersi nel mare o a prendere il sole. Mentre sogno mi rimbocco le maniche per concentrare quest&#039;estate sullo studio per arriva tra i primi della classe. Non mi importa se i miei compagni mi descriveranno come una “secchiona” perchè se sudo adesso avrò  un futuro radioso, sacrificherò l&#039;oggi per un grande domani. Le proff si soffermarono molto sul fatto che molte volte io imparo l&#039;applicazione di una regola ma non uso il ragionamento, come spesso mi succede in matematica. Io imparo l&#039;applicazione di una regola e meccanicamente la applico ma non uso il ragionamento e questa è una cosa su cui voglio lavorare molto quest&#039;estate. I proff si aspettano molto da me ed io non voglio più deludere nessuno.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siccome non trovo l&#8217;articolo per i racconti dell&#8217;estate lo scrivo quà il mio primo racconto.</p>
<p>LA MIA PAGELLLA.<br />
Il 14 giugno sono andata con tutta la mia famiglia a ritirare la mia pagella del secondo quadrimestre.<br />
La notte prima mi ero addormentata alle 4 di notte, ero troppo agitata, continuavo a pensare alla pagella. Tanti interrogativi mi frullavano in testa: che cosa mi diranno le professoresse? Avrò avuto almeno un otto in italiano? Che cosa penserà mio padre quando vedrà la mia pagella? Forse la pagella farà schifo? E molti altri.<br />
Ore 16:30: sono a scuola per le pagelle e penso:<br />
“Ho sudato per arrivare fino a qui, ma forse non ho sudato abbastanza? E mio padre che cosa mi dirà?”.<br />
È il nostro turno, il cuore mi batte all&#8217;impazzata, sento che sta per scoppiare. Guardo la mia pagella per prima e&#8230;il cuore mi scoppia! Quasi tutti sette e quattro otto, oh no!!!!!!!!!!!! Sento che il mondo mi sta crollando addosso, sono delusa dei miei risultati, credevo di essere migliorata invece sono sempre ai quei bassi livelli che odio!<br />
La pagella è passata nelle mani di mio padre e lì sì che il mondo mi è crollato davvero addosso, l&#8217;espressione delusa dipinta sul volto di mio padre mentre guardava la scheda mi aveva colpito al cuore come una freccia appuntita. In quel momento vorrei essere stata cieca per non vedere il volto di mio padre e cominciare a pensare alle cose più orribili come l&#8217;annullamento delle mie vacanze che sognavo da mesi, pensavo che se quest&#8217;ultimo sarebbe riuscito era tutta colpa mia e di un foglio di carta. Ancora una volta avevo tradito la fiducia di mio padre, lui mi aveva lasciato respirare e io ne approfittato.<br />
Nel primo quadrimestre era stata la stessa cosa, mio padre mi aveva lasciato andare libera e io lo avevo deluso, nel secondo mi aveva lasciato un po&#8217; meno in pace ma ancora TROPPO libera e io lo ho deluso un&#8217;altra volta. Usciti da scuola mio padre mi ha detto che era una pagella da sette, il prossimo mi sarai dovuta impegnare davvero e sudare molto. In parte ero triste di queste parole perché volevano dire che non averi più potuto uscire con le mie amiche per fare un giro al Bonola. Dall&#8217;altra parte ero contenta perché se mi sarei impegnata i risultati si sarebbero visti molto presto.<br />
Ora mentre scrivo questo tema sogno il mare di Carpineto e alle due settimane che trascorrerò con i miei migliori amici immersi nel mare o a prendere il sole. Mentre sogno mi rimbocco le maniche per concentrare quest&#8217;estate sullo studio per arriva tra i primi della classe. Non mi importa se i miei compagni mi descriveranno come una “secchiona” perchè se sudo adesso avrò  un futuro radioso, sacrificherò l&#8217;oggi per un grande domani. Le proff si soffermarono molto sul fatto che molte volte io imparo l&#8217;applicazione di una regola ma non uso il ragionamento, come spesso mi succede in matematica. Io imparo l&#8217;applicazione di una regola e meccanicamente la applico ma non uso il ragionamento e questa è una cosa su cui voglio lavorare molto quest&#8217;estate. I proff si aspettano molto da me ed io non voglio più deludere nessuno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Patissimo98</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-1119</link>
		<dc:creator><![CDATA[Patissimo98]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 13:47:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-1119</guid>
		<description><![CDATA[L’anno scorso, in un pomeriggio d’estate, mi è successa una cosa davvero buffa.
Buffa se ci ripenso adesso, ma al momento mi sono preso un bello spavento!!
Io e il mio fratellino Alessandro stavamo tornando da casa della nonna, che abita nel nostro &lt;del datetime=&quot;2011-03-29T20:42:37+00:00&quot;&gt;Q&lt;/del&gt;&lt;strong&gt;q&lt;/strong&gt;uartiere.
Sono solo pochi minuti a piedi, ma quando ho visto passare l’autobus ho pensato che se avessi fatto una fermata sarei  arrivato a casa prima. Ho preso Ale per mano e siamo saliti. L’autobus era pienissimo, c’era anche un gruppo di ragazzi che rideva&lt;strong&gt;no&lt;/strong&gt; e scherzava&lt;strong&gt;no&lt;/strong&gt; tra di loro, urlando. Noi eravamo schiacciati contro la porta: mi ero già pentito di non aver proseguito a piedi, ma ormai le porte si erano chiuse e non potevo fare più niente, se non aspettare di scendere alla prima fermata.
Nonostante il percorso fosse solo di qualche centinaia di metri mi è sembrato lunghissimo. Abbiamo anche trovato il semaforo rosso!
Alessandro era un po’ spaventato, era la prima volta che prendeva un autobus&lt;del datetime=&quot;2011-03-29T20:42:37+00:00&quot;&gt;,&lt;/del&gt; e ho cercato di tranquillizzarlo come potevo, dicendogli che saremmo arrivati subito a casa.
Dal finestrino aperto entrava anche un’aria gelida!
Dopo pochi ma interminabili minuti finalmente la nostra fermata!
Siamo scesi insieme ad un folto gruppo di persone che ci hanno spintonato giù dai due gradini del bus. Per qualche secondo ho perso di vista il mio fratellino e appena mi sono girato per cercarlo mi sono accorto che non c’era più! Era rimasto sul bus da solo!
Mi è preso il panico e ho cominciato a chiamarlo a gran voce.  Stavo già pensando a come dirlo alla mamma, mi sono venute in mente tutte le brutte notizie del Telegiornale degli ultimi giorni e non sapevo che fare.  Nel frattempo si era anche messo a piovere! 
L’ autobus era fermo al semaforo e ho cominciato a correre nella speranza di poterlo raggiungere e far aprire le porte per far scendere Alessandro. Ero quasi arrivato vicino alla porta quando il semaforo è diventato verde e l’autobus è ripartito. L’ho rincorso per pochi metri ma poi ho lasciato perdere, non l’avrei mai raggiunto!
Ero disperato. Ma proprio in quel momento ho sentito la voce di Alessandro che mi chiamava.
Era dall’altra parte del marciapiede tutto sorridente con il suo zainetto sulle spalle.
Non si era perso e non era rimasto sull’autobus, aveva solo attraversato la strada!
L’ho ripreso per mano e siamo tornati a casa.
Da quella volta, non ho più preso il bus per tornare da casa della nonna!!

 Scusi prof questo racconto lo invio adesso perchè andando a curiosare ho scoperto che non c&#039;era.
&lt;strong&gt;Va bene. E&#039; scritto bene e la storia funziona. Bravo. Nei prossimi racconti metti anche il titolo che aiuta il lettore a farsi un&#039;idea di che cosa leggerà :-)&lt;/strong&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’anno scorso, in un pomeriggio d’estate, mi è successa una cosa davvero buffa.<br />
Buffa se ci ripenso adesso, ma al momento mi sono preso un bello spavento!!<br />
Io e il mio fratellino Alessandro stavamo tornando da casa della nonna, che abita nel nostro <del datetime="2011-03-29T20:42:37+00:00">Q</del><strong>q</strong>uartiere.<br />
Sono solo pochi minuti a piedi, ma quando ho visto passare l’autobus ho pensato che se avessi fatto una fermata sarei  arrivato a casa prima. Ho preso Ale per mano e siamo saliti. L’autobus era pienissimo, c’era anche un gruppo di ragazzi che rideva<strong>no</strong> e scherzava<strong>no</strong> tra di loro, urlando. Noi eravamo schiacciati contro la porta: mi ero già pentito di non aver proseguito a piedi, ma ormai le porte si erano chiuse e non potevo fare più niente, se non aspettare di scendere alla prima fermata.<br />
Nonostante il percorso fosse solo di qualche centinaia di metri mi è sembrato lunghissimo. Abbiamo anche trovato il semaforo rosso!<br />
Alessandro era un po’ spaventato, era la prima volta che prendeva un autobus<del datetime="2011-03-29T20:42:37+00:00">,</del> e ho cercato di tranquillizzarlo come potevo, dicendogli che saremmo arrivati subito a casa.<br />
Dal finestrino aperto entrava anche un’aria gelida!<br />
Dopo pochi ma interminabili minuti finalmente la nostra fermata!<br />
Siamo scesi insieme ad un folto gruppo di persone che ci hanno spintonato giù dai due gradini del bus. Per qualche secondo ho perso di vista il mio fratellino e appena mi sono girato per cercarlo mi sono accorto che non c’era più! Era rimasto sul bus da solo!<br />
Mi è preso il panico e ho cominciato a chiamarlo a gran voce.  Stavo già pensando a come dirlo alla mamma, mi sono venute in mente tutte le brutte notizie del Telegiornale degli ultimi giorni e non sapevo che fare.  Nel frattempo si era anche messo a piovere!<br />
L’ autobus era fermo al semaforo e ho cominciato a correre nella speranza di poterlo raggiungere e far aprire le porte per far scendere Alessandro. Ero quasi arrivato vicino alla porta quando il semaforo è diventato verde e l’autobus è ripartito. L’ho rincorso per pochi metri ma poi ho lasciato perdere, non l’avrei mai raggiunto!<br />
Ero disperato. Ma proprio in quel momento ho sentito la voce di Alessandro che mi chiamava.<br />
Era dall’altra parte del marciapiede tutto sorridente con il suo zainetto sulle spalle.<br />
Non si era perso e non era rimasto sull’autobus, aveva solo attraversato la strada!<br />
L’ho ripreso per mano e siamo tornati a casa.<br />
Da quella volta, non ho più preso il bus per tornare da casa della nonna!!</p>
<p> Scusi prof questo racconto lo invio adesso perchè andando a curiosare ho scoperto che non c&#8217;era.<br />
<strong>Va bene. E&#8217; scritto bene e la storia funziona. Bravo. Nei prossimi racconti metti anche il titolo che aiuta il lettore a farsi un&#8217;idea di che cosa leggerà <img src="https://www.sconfinamenti.net/blog/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":-)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuly</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-1100</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giuly]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 15:04:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-1100</guid>
		<description><![CDATA[Tema.
13 Marzo 2011 (domenica). 
Si sono ancora io. Lo so che ti ho assillato già sabato, ma non puoi sapere cosa mi è accaduto. Sabato mattina era fissata la nostra partenza, con il camper per andare al Carnevale di Cento. Tutti pronti e via!, siamo partiti!. Verso le 12.00, affamati ci fermammo a mangiare un panino all&#039;autogrill, e fino a qui tutto bene. Ma quando ripartiamo qualcosa va storto. Mio padre nota che si è rotta una cosa del camper, che mo non ti sto a spiegare perché è complicata, perciò vacanza finita. Dovemmo ritornare a casa, anche se eravamo tutti dispiaciuti, ma in particolare io,perché avevo speso tutti i miei soldi per comprare vestito e coriandoli e poi non li ho potuti usare e non vedevo l&#039;ora di raccogliere le caramelle che lanciavano dai carri. L&#039;anno prossimo ci devo andare a tutti i costi, non mi importa di niente.
20 Marzo 2011 (sabato). 
Evvai, un&#039;altra partenza!. Siamo partiti, sempre col camper, mercoledì sera, per andare in Liguria, a Diano Marina in particolare, insieme ai nostri amici. Sono stata lì 4/5 giorni e dopotutto mi sono abbastanza divertita perché: andavamo spesso in girò per i paesini in bicicletta, andavamo in spiaggia dove giocavamo a pallavvolo e prendevamo il sole, poi una sera siamo andati in paese a mangiare il gelato, oltretutto squisito, mentre un&#039;altra siamo andati a giocare a boling e sono arrivata terza tra: mio fratello che è arrivato primo perché è un mito in tutti gli sport, mia mamma seconda e un nostro amico ultimo. Quella sera si che mi sono divertita.
Abbiamo pure conosciuto due tedeschi e abbiamo socializzato.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tema.<br />
13 Marzo 2011 (domenica).<br />
Si sono ancora io. Lo so che ti ho assillato già sabato, ma non puoi sapere cosa mi è accaduto. Sabato mattina era fissata la nostra partenza, con il camper per andare al Carnevale di Cento. Tutti pronti e via!, siamo partiti!. Verso le 12.00, affamati ci fermammo a mangiare un panino all&#8217;autogrill, e fino a qui tutto bene. Ma quando ripartiamo qualcosa va storto. Mio padre nota che si è rotta una cosa del camper, che mo non ti sto a spiegare perché è complicata, perciò vacanza finita. Dovemmo ritornare a casa, anche se eravamo tutti dispiaciuti, ma in particolare io,perché avevo speso tutti i miei soldi per comprare vestito e coriandoli e poi non li ho potuti usare e non vedevo l&#8217;ora di raccogliere le caramelle che lanciavano dai carri. L&#8217;anno prossimo ci devo andare a tutti i costi, non mi importa di niente.<br />
20 Marzo 2011 (sabato).<br />
Evvai, un&#8217;altra partenza!. Siamo partiti, sempre col camper, mercoledì sera, per andare in Liguria, a Diano Marina in particolare, insieme ai nostri amici. Sono stata lì 4/5 giorni e dopotutto mi sono abbastanza divertita perché: andavamo spesso in girò per i paesini in bicicletta, andavamo in spiaggia dove giocavamo a pallavvolo e prendevamo il sole, poi una sera siamo andati in paese a mangiare il gelato, oltretutto squisito, mentre un&#8217;altra siamo andati a giocare a boling e sono arrivata terza tra: mio fratello che è arrivato primo perché è un mito in tutti gli sport, mia mamma seconda e un nostro amico ultimo. Quella sera si che mi sono divertita.<br />
Abbiamo pure conosciuto due tedeschi e abbiamo socializzato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Patissimo98</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/263/comment-page-2#comment-1084</link>
		<dc:creator><![CDATA[Patissimo98]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:13:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sconfinamenti.net/blog/?p=263#comment-1084</guid>
		<description><![CDATA[IL MIO RACCONTO UN PO&#039; DI FANTASIA E UN PO&#039; REALISTICO:

L’anno scorso, in un pomeriggio d’estate, mi è successa una cosa davvero buffa.
Buffa se ci ripenso adesso, ma al momento mi sono preso un bello spavento!!
Io e il mio fratellino Alessandro stavamo tornando da casa della nonna, che abita nel nostro Quartiere.
Sono solo pochi minuti a piedi, ma quando ho visto passare l’autobus  ho pensato che se avessi fatto una fermata sarei  arrivato a casa prima. Ho preso Ale per mano e siamo saliti. L’autobus era pienissimo, c’era anche un gruppo di ragazzi che rideva e scherzava tra di loro, urlando. Noi eravamo schiacciati contro la porta: mi ero già pentito di non aver proseguito a piedi, ma ormai le porte si erano chiuse e non potevo fare più niente, se non aspettare di scendere alla prima fermata.
Nonostante il percorso fosse solo di qualche centinaia di metri mi è sembrato lunghissimo. Abbiamo anche trovato il semaforo rosso!
Alessandro era un po’ spaventato, era la prima volta che prendeva un autobus, e ho cercato di tranquillizzarlo come potevo, dicendogli che saremmo arrivati subito a casa.
Dal finestrino aperto entrava anche un’aria gelida!
Dopo pochi ma interminabili minti finalmente la nostra fermata!
Siamo scesi insieme ad un folto gruppo di persone, che ci hanno spintonato giù dai due gradini del bus. Per qualche secondo ho perso di vista il mio fratellino e appena mi sono girato per cercarlo mi sono accorto che non c’era più! Era rimasto sul bus  da solo!
Mi è preso il panico e ho cominciato a chiamarlo a gran voce.  Stavo già pensando a come dirlo alla mamma, mi sono venute in mente tutte le brutte notizie del Telegiornale degli ultimi giorni e non sapevo che fare.  Nel frattempo si era anche messo a piovere! 
L’ autobus era fermo al semaforo e ho cominciato a correre nella speranza di poterlo raggiungere e far aprire le porte per far scendere Alessandro. Ero quasi arrivato vicino alla porta quando il semaforo è diventato verde e l’autobus è ripartito. L’ho rincorso per pochi metri ma poi ho lasciato perdere, non l’avrei mai raggiunto!
Ero disperato. Ma proprio in quel momento ho sentito la voce di Alessandro che mi chiamava.
Era dall’altra parte del marciapiede tutto sorridente con il suo zainetto sulle spalle.
Non si era perso e non era rimasto sull’autobus, aveva solo attraversato la strada!
L’ho ripreso per mano e siamo tornati a casa.
Da quella volta, non ho più preso il bus per tornare da casa della nonna!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL MIO RACCONTO UN PO&#8217; DI FANTASIA E UN PO&#8217; REALISTICO:</p>
<p>L’anno scorso, in un pomeriggio d’estate, mi è successa una cosa davvero buffa.<br />
Buffa se ci ripenso adesso, ma al momento mi sono preso un bello spavento!!<br />
Io e il mio fratellino Alessandro stavamo tornando da casa della nonna, che abita nel nostro Quartiere.<br />
Sono solo pochi minuti a piedi, ma quando ho visto passare l’autobus  ho pensato che se avessi fatto una fermata sarei  arrivato a casa prima. Ho preso Ale per mano e siamo saliti. L’autobus era pienissimo, c’era anche un gruppo di ragazzi che rideva e scherzava tra di loro, urlando. Noi eravamo schiacciati contro la porta: mi ero già pentito di non aver proseguito a piedi, ma ormai le porte si erano chiuse e non potevo fare più niente, se non aspettare di scendere alla prima fermata.<br />
Nonostante il percorso fosse solo di qualche centinaia di metri mi è sembrato lunghissimo. Abbiamo anche trovato il semaforo rosso!<br />
Alessandro era un po’ spaventato, era la prima volta che prendeva un autobus, e ho cercato di tranquillizzarlo come potevo, dicendogli che saremmo arrivati subito a casa.<br />
Dal finestrino aperto entrava anche un’aria gelida!<br />
Dopo pochi ma interminabili minti finalmente la nostra fermata!<br />
Siamo scesi insieme ad un folto gruppo di persone, che ci hanno spintonato giù dai due gradini del bus. Per qualche secondo ho perso di vista il mio fratellino e appena mi sono girato per cercarlo mi sono accorto che non c’era più! Era rimasto sul bus  da solo!<br />
Mi è preso il panico e ho cominciato a chiamarlo a gran voce.  Stavo già pensando a come dirlo alla mamma, mi sono venute in mente tutte le brutte notizie del Telegiornale degli ultimi giorni e non sapevo che fare.  Nel frattempo si era anche messo a piovere!<br />
L’ autobus era fermo al semaforo e ho cominciato a correre nella speranza di poterlo raggiungere e far aprire le porte per far scendere Alessandro. Ero quasi arrivato vicino alla porta quando il semaforo è diventato verde e l’autobus è ripartito. L’ho rincorso per pochi metri ma poi ho lasciato perdere, non l’avrei mai raggiunto!<br />
Ero disperato. Ma proprio in quel momento ho sentito la voce di Alessandro che mi chiamava.<br />
Era dall’altra parte del marciapiede tutto sorridente con il suo zainetto sulle spalle.<br />
Non si era perso e non era rimasto sull’autobus, aveva solo attraversato la strada!<br />
L’ho ripreso per mano e siamo tornati a casa.<br />
Da quella volta, non ho più preso il bus per tornare da casa della nonna!!</p>
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