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	<title>Commenti a: 22esimo Festival del Cinema Africano</title>
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	<description>blog per studenti</description>
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		<title>Di: Gigia</title>
		<link>https://www.sconfinamenti.net/blog/archives/2841/comment-page-1#comment-2883</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gigia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 18:13:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Recensione:
             The mirror never lies 

Immaginate un’ isola, dove non c’è un computer, un cellulare, dove sembra di trovarsi in un altro mondo, un mondo pieno di colori, dove il cielo è ancora azzurro e le stelle la notte, illuminano il mare, che dorme tranquillo e che accoglie al suo interno, una miriade di pesci.
Ora, immaginate dei bambini che giocano nell’acqua e ridono spensierati e degli anziani sulla riva, che li guardano con occhi sognanti, cantando nel frattempo vecchi aneddoti di mare.
Questo, penserete voi è il paradiso, un posto dove scappare dai propri problemi e dove si vive in pace, ma non è così, ce lo dice Pakis raccontandoci la sua storia.
Pakis vive infatti, in una delle isole indonesiane insieme agli abitanti del suo villaggio, sognando un giorno di poter rivedere suo padre, ormai da tempo disperso in mare.
La sua unica speranza è uno specchio al quale è molto attaccata, ma che la limita nella crescita e nelle relazioni.
Un giorno però Tudo,  uno studioso dei delfini, arriva nel villaggio e attraverso le sue idee e i suoi pensieri apre gli occhi a Pakis, la quale  inizia ad accettare la morte del padre e ad aprire nel suo mondo un posto per Tudo.
Pakis però non è sola durante questo brutto periodo, insieme a lei c’è anche Lumo, un suo amico, che l’aiuta nel cammino,  l’appoggia e la stimola durante questa sua fase di cambiamento.
Questo film mi ha fatto riflettere molto, ho pensato allo specchio e a quanto è semplice a volte chiudersi in se stessi, tralasciando le relazioni conquistate e a quanto però successivamente sia difficile aprirsi al mondo e alle persone.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione:<br />
             The mirror never lies </p>
<p>Immaginate un’ isola, dove non c’è un computer, un cellulare, dove sembra di trovarsi in un altro mondo, un mondo pieno di colori, dove il cielo è ancora azzurro e le stelle la notte, illuminano il mare, che dorme tranquillo e che accoglie al suo interno, una miriade di pesci.<br />
Ora, immaginate dei bambini che giocano nell’acqua e ridono spensierati e degli anziani sulla riva, che li guardano con occhi sognanti, cantando nel frattempo vecchi aneddoti di mare.<br />
Questo, penserete voi è il paradiso, un posto dove scappare dai propri problemi e dove si vive in pace, ma non è così, ce lo dice Pakis raccontandoci la sua storia.<br />
Pakis vive infatti, in una delle isole indonesiane insieme agli abitanti del suo villaggio, sognando un giorno di poter rivedere suo padre, ormai da tempo disperso in mare.<br />
La sua unica speranza è uno specchio al quale è molto attaccata, ma che la limita nella crescita e nelle relazioni.<br />
Un giorno però Tudo,  uno studioso dei delfini, arriva nel villaggio e attraverso le sue idee e i suoi pensieri apre gli occhi a Pakis, la quale  inizia ad accettare la morte del padre e ad aprire nel suo mondo un posto per Tudo.<br />
Pakis però non è sola durante questo brutto periodo, insieme a lei c’è anche Lumo, un suo amico, che l’aiuta nel cammino,  l’appoggia e la stimola durante questa sua fase di cambiamento.<br />
Questo film mi ha fatto riflettere molto, ho pensato allo specchio e a quanto è semplice a volte chiudersi in se stessi, tralasciando le relazioni conquistate e a quanto però successivamente sia difficile aprirsi al mondo e alle persone.</p>
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