Archivi categoria: I nostri racconti

La cucina: un luogo dove mi piace stare

Traditional moroccan sweets on sale at Marrakesh market
Traditional moroccan sweets on sale at Marrakesh market

La cucina è una parte della casa dove possiamo mangiare e

preparare i pasti. Spesso  insieme a mia madre preparo dolci tipici del Marocco e da pochi giorni ho imparato a impastare il pane arabo. E’ anche uno spazio dove fare esperimenti di cucina. Un luogo dove riunirsi con tutta la famiglia, soprattutto la sera, per parlare e raccontare i fatti della propria giornata.

La mia cucina è grande, c’è un tavolo con 5 sedie, un forno, un frigorifero, il lavandino e dispense con all’interno gli oggetti utili per cucinare. C’è anche un armadio dove riponiamo la spesa. E’ un luogo per me caldo e accogliente, dove passo gran parte del mio tempo. La cucina può servire anche per altre attività, come ad esempio svolgere i compiti, giocare, ecc.

La cucina è un luogo importante per tutta la famiglia, ma sopratutto per le donne perché è dove passano la maggior parte del tempo.

Ibtissam

Una città senza regole

Una città senza regole, testo inventato dopo aver letto “Allegropoli”, tratto da “Le regole raccontate ai bambini” b136-le-regole-raccontate-ai-bambinidi G. Colombo.

Ciao, mi chiamo Marcio Beneducatelli e vivo ad Allegropoli, i miei amici più cari sono il signor Menefreghini che è l’ unico maleducato tra le persone che frequento, la signorina Gentinelli e la maggior parte dei beneducati della maleducata città.
Vivo in una grande e spaziosa casa e, come dice anche il mio cognome, sono uno dei cittadini beneducati. Tempo fa mentre il signor Menefreghini passeggiava in piazza Cacca di Cane ormai piena di escrementi canini mi era venuta un idea: quella di diventare sindaco al posto del signor Pigroncelli.
Il mese dopo ci furono infatti le elezioni ma, poiché feci capire di essere un beneducato, non venni eletto, infatti in pochissimi votavano un beneducato visto che quasi tutti erano maleducati.
Al posto mio venne eletta la signora Sindacomadelli che per fortuna non era maleducata o pigra anche se non era di certo beneducata come me.
Passarono così quattro anni e io non sopportavo più di vivere nella città di Allegropoli, fui allora costretto a scegliere se andarmene da lì e provare a vivere nella vicina città di Begolapolio mentire a tutti per farmi eleggere sindaco.
Chiesi aiuto alla signora Gentinelli che subito mi rispose di mentire e mi disse anche che mi avrebbe sostenuto.
L’ anno dopo alle elezioni provai allora a farmi eleggere con il seguente discorso:
“Mi sbagliavo enormemente a essere beneducato,
è molto meglio essere maleducati anzi maleducatissimi e pigri,
in fondo Allegropoli non ha bisogno di diritti, doveri o regole
e non ne ha mai avuto bisogno.
Se mi eleggerete sindaco non aspetterò un secondo per cambiare
nel peggio la città!!!”
Grazie a questo discorso venni eletto subito sindaco e per prima cosa licenziai i poliziotti della città ed eliminai le poche leggi rimaste facendo andare tutto nel caos per i miei cinque anni da sindaco.
Visto che Allegropoli non era mai stata così “allegra” io venni rieletto sindaco.
Per il primo anno lasciai tutto così com’ era ma poi rimisi d’ improvviso tutte le leggi, assunsi molte persone beneducate e sveglie come poliziotti, feci diventare Gentinelli, Regolarispettelli,Buonleggistellie Carlomeritelli operai.
Divisi in fine in due la città da un grande, alto e lungo muro: da una parte i maleducati e dall’ altra i beneducati, quelli “di mezzo” erano insieme ai maleducati. Inoltre “spostai” le piazze, gli edifici pubblici e gli uffici dalla parte dei beneducati facendo poi pulire e ristrutturare tutto, lasciando invece nel altra parte tutto lo sporco e la maleducazione.
Dopo poco ci fu una grande protesta da parte dei maleducati guidata dal signor Menefreghini, io andai perciò li e dissi: “Per vivere come noi bisogna dimostrare di essere beneducati perciò vi do una possibilità: due volte al mese io verro da voi e ogni volta lo faro in un giorno diverso e in una zona diversa e se vedrò tutti comportarsi bene e tutto pulito e ben tenuto tra sei mesi toglierò il muro divisorio ma se per quattro volte vedo ancora la sporcizia e la maleducazione che fino ad ora c’ è stata potrete dire addio alle vostre possibilità.”
In quei sei mesi tutti i cittadini si impegnarono per pulire le strade, i parchi e le case e solo una volta vidi un minimo segno di maleducazione in una piccola via.
Così distrussi il muro, abbellii la città e sconfissi la maleducazione che da sempre regnava su Allegropoli!

Marco

Una favola: il leone

C’era una volta un leone che veniva considerato da tutti cattivo ed egoista.
A causa del suo istinto impulsivo, e anche perché non voleva fare del male a nessuno, il leone si richiuse in una caverna e non ne uscì più.
Tutti gli animali non osavano entrare nella caverna perché avevano paura che il leone li mangiasse.
Questo comportamento durò tre anni, e il leone ogni giorno che passava si sentiva ancora più triste.
Un giorno una giraffa coraggiosa e curiosa entrò nelle caverna del leone e li chiese: “Perché sei così cattivo ed egoista? ” Allora il leone rispose: “Io non sono cattivo ed egoista, anzi sono molto buono.”
La giraffa uscì dalla caverna molto di fretta per dire a tutti che il leone era buono.
All’inizio non le credette nessuno, ma con il passare dei giorni gli animali iniziarono ad entrare nella caverna e a parlare con il leone.
Dopo un mese il leone uscì dalla caverna e gli animali lo incoronarono re della savana.
Questa favola ci insegna che l’apparenza inganna.

Mariam

La rabbia

La rabbia
La rabbia è una cosa orribile, è un sentimento che ti avvolge come una tempesta e ti fa fare cose che non vorresti mai e poi mai fare per alcun motivo.
E’ proprio come un tornado, anzi come un uragano potentissimo: spazza via tutto togliendo la felicità dalle persone e incide sulla stessa anima un piccolo graffio, piccolo ma letale, attraverso cui “distrugge e uccide”.
Si calma solo dopo un periodo di tempo in cui normalmente muta in tristezza, come se dopo l’ uragano venisse la pioggia.

Marco