Cari studenti e studentesse…fatevi anche voi detective e trovate tutte le informazioni su alcuni protagonisti del giallo!!!

Scrivete qui sotto quello che trovate.

19 Commenti a “I protagonisti del giallo: Sherlock Holmes, Maigret, Poirot, Agatha Christie….”

  • Saretta98 scrive:

    Sherlock Holmes
    Sherlock Holmes è una persona molto attiva ,pratica in modo eccezionale la scherma e il pugilato a mani nude .
    Ha preso lezioni da un suo amico ,di bartitsu,un arte marziale giapponese.
    Nelle indagini applicava il metodo scientifico e si basava sul campo delle prove e degli indizi.
    Nellle investigazioni Sherlock Holmes dava molta importanzatra il dire osservare e guardare perchè diceva che guardare erano capaci tutti mentre osservare bisognava alllenarsi e solo un occhio attento notava le piccole differenze.
    Holmes prima di fare l’investigatore fece il medico e provava grande ammirazione per se stesso.
    Aveva molte conoscenze nel campopolitico e un vasto interesse letterario,fisolofico e nella risoluzione dei casi molte volte citava la Bibbia.
    Holmes aveva molte conoscenze nel campo criminale londinese,e per risolvere i casi aveva numerosi informatori.
    Per la risoluzione dei casi doveva fare il trasformistae ci riusciva molto bene.
    Il migliore amico di Sherlock Holmes era Watzon ,il suo compagno d’avventura.
    Holmes tendeva a stare lontano dalle donne per tenere la mente lucida e non distrarsi da emozioni complesse come l’amore.
    Sherlock aveva un difetto ogni volta che era in uno stato di inattivatà faceva uso di cocaina e morfina che poi sostituì con la pipa.
    Riassumendo Sherlock Holmes aveva una personalitàasciutta e scattante che portò a livelli elevati l’attività investigativa.
    Il motto Sherlock Holmes è:
    “Quando hai eliminato l’impossibile,qualsiasi cosa restiper quanto improbabile deve essere la verità”

  • M@Rg¥ scrive:

    L’ho riscritto:
    AGATHA CHRISTIE
    Fonte: Wikipedia

    Agatha Christie, è stata una scrittrice britannica. Tra le sue opere si annoverano, oltre ai romanzi gialli che l’hanno resa celebre, anche alcuni romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Mary Westmacott.
    Giallista di fama mondiale, curò sempre i suoi romanzi con grande abilità, creando un’atmosfera intrigante attraverso personaggi ed ambienti di facile riconoscibilità: descrizioni accurate, senso della suspense, ambientazioni realistiche dettagliate, personaggi mai privi di spessore o di caratterizzazione. I suoi personaggi maggiori sono famosi in tutto il mondo: tra questi i più celebri, protagonisti di buona parte della sua produzione letteraria, sono l’investigatore belga Hercule Poirot e la simpatica vecchietta, nonché intrigante indagatrice, Miss Marple.
    Ancora oggi i suoi romanzi sono pubblicati con successo in tutto il mondoÈ la scrittrice inglese più tradotta Nella lingua originale i suoi libri sono stati venduti in un miliardo di copie e in egual numero in almeno 56 lingue differenti.Agatha cresce in una famiglia borghese e non frequenta nessuna scuola ma viene istruita dalla madre, Clara Boehmer Il padre, Fred Miller, agente di cambio americano, muore nel 1901; Agatha trascorrerà l’adolescenza tra lo studio e la vita di società all’interno della famiglia.Nel frattempo si appassiona alla musica e, nel 1906, va a Parigi per studiare canto: vuole diventare una cantante lirica, ma gli studi non le danno molte soddisfazioni, e decide così di tornare in Inghilterra. Conosce Archibald Christie, colonnello della Royal Flying Corps, con cui si fidanza.Durante la prima guerra mondiale, Agatha lavora presso l’ospedale di Torquay, e lì impara molto sui veleni e sui medicinali, cosa che le tornerà molto utile quando, ispirata da queste conoscenze, deciderà di scrivere romanzi gialli stimolata anche da una sorta di scommessa che aveva fatto con sua sorella la quale riteneva che non sarebbe riuscita a diventare una scrittrice di detective story. Il 24 dicembre 1914 si sposa con Archibald con una cerimonia semplice e da questo matrimonio nascerà nel 1919 la sua unica figlia, Rosalind.
    In pieno conflitto mondiale inizia a scrivere il suo primo romanzo: The Mysterious Affair at Styles che ha come ambientazione la prima guerra mondiale ma che verrà però pubblicato nel 1920.
    L’ispirazione di inventare un personaggio da romanzo giallo venne alla Christie,dalla lettura dei libri che i degenti, rispediti al fronte, lasciavano in ospedale.
    Le venne così l’idea di inventare a sua volta un personaggio che fosse abile come lo Sherlock Holmes di Conan Doyle ma che non gli somigliasse troppo, sia nell’aspetto che nella conduzione delle indagini. Con un finanziamento del British Museum nel 1923 parte insieme al marito per un viaggio intorno al mondo; nello stesso anno firma un contratto con la rivista “Sketch” per scrivere dodici romanzi che abbiano come protagonista Hercule Poirot.
    Nel 1926 la vita della Christie è scossa da due eventi per certi versi traumatizzanti: muore sua madre e suo marito chiede il divorzio. Agatha improvvisamente scompare dalla sua casa, vagabondando in stato di amnesia (qualcuno però malignerà che potrebbe essersi trattato di una montatura pubblicitaria); il caso desta grande scalpore e dopo una decina di giorni Agatha, che viene ritrovata ad Harrogate, località termale dell’Inghilterra settentrionale, dove soggiornava in un albergo del posto registrata con il nome dell’amante del marito, non sa dare alcuna spiegazione al riguardo. Il suo biografo nel 2001 ha riscoperto un documento, secondo il quale la Christie scappò e si nascose nell’hotel dove venne poi ritrovata, nella speranza che il marito Archie venisse incolpato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della moglie; il tutto fatto perché Archie la tradiva con la sua segretaria.
    Sempre nel 1926 parte per le isole Canarie con la figlia Rosalind. Dopo il divorzio Agatha conserverà comunque il cognome del marito, ma solo per ragioni commerciali.
    Nei tre anni successivi scrive romanzi considerati di valore letterario inferiore rispetto alle opere a cui doveva il successo; poi, durante un viaggio in treno verso Bagdad, ha l’ispirazione per scrivere Assassinio sull’Orient Express, considerato il suo capolavoro. Lo stesso viaggio le fece conoscere l’archeologo Max Mallowan, di molti anni più giovane, che sposerà poco tempo dopo (1930). Nell’hotel Pera Palace di Istanbul, la stanza in cui la Christie aveva alloggiato per qualche tempo durante il suo viaggio a Oriente è stata trasformata in un piccolo museo di cimeli e ricordi della scrittrice.
    La Christie inizia anche a scrivere in quell’anno La morte nel villaggio, il suo primo romanzo che ha come protagonista Miss Marple, una vecchietta tranquilla e dotata di buon senso, che vive nel paese apparentemente tranquillo di St. Mary Mead, fragile di aspetto ma esperta di criminologia e natura umana, che alterna l’attività investigativa allo sferruzzare a maglia. Pare che la Christie abbia preso a modello per la figura di Miss Marple la sua stessa nonna.
    Nel 1949 si scopre che era l’autrice non solo di gialli ma, sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, anche di altri romanzi biografici e sentimentali che però ebbero molta minor fortuna della serie gialla.
    Dal 1952 viene ininterrottamente rappresentata in un teatro londinese una sua commedia, The Mousetrap (Trappola per topi), tratta dalla raccolta Three Blind Mice and Other Stories. La Christie ha scritto altri diciassette lavori teatrali.Poi uscì l’ultimo romanzo che ha come protagonista Hercule Poirot (Sipario); infatti in quel romanzo Agatha decide di far morire il famoso investigatore. La notizia della morte di Poirot era peraltro apparsa sulla prima pagina del Times il 6 agosto dello stesso anno.
    La famosa scrittrice inglese invece morì il 12 gennaio 1976 a Wallingford nella sua casa di campagna; verrà sepolta nel cimitero di Cholsey nello Oxfordshire. Nella sua stessa tomba due anni dopo verrà tumulata anche la salma del marito. In vita Agatha Christie ha guadagnato più di 20 milioni di sterline.
    Nel 1954 Agatha Christie viene premiata con il “Grand Master of the Mystery Writers of America”, famoso premio letterario americano, e nel 1971 viene insignita della massima onorificenza che l’Inghilterra riserva alle donne, il DBE (Dame Commander of the British Empire, Dama dell’Impero Britannico).

  • Mumu scrive:

    Questa è la lista che Watson stilò pochi giorni dopo aver conosciuto Holmes ma si rilevò in alcuni punti del tutto fuoriluogo:
    « Sherlock Holmes – I suoi limiti

    1. Conoscenza della letteratura – Zero.
    2. Conoscenza della filosofia – Zero.
    3. Conoscenza dell’astronomia – Zero.
    4. Conoscenza della politica – Scarsa.
    5. Conoscenza della botanica – Variabile. Sa molte cose sulla belladonna, l’oppio, e i veleni in genere. Non sa niente di giardinaggio.
    6. Conoscenza della geologia – Pratica, ma limitata. Distingue a colpo d’occhio un tipo di terreno da un altro. Rientrando da qualche passeggiata mi ha mostrato delle macchie di fango sui pantaloni e, in base al colore e alla consistenza, mi ha detto in quale parte di Londra se l’era fatte.
    7. Conoscenza della chimica – Profonda.
    8. Conoscenza dell’anatomia – Accurata, ma non sistematica.
    9. Conoscenza della letteratura scandalistica – Immensa. Sembra conoscere ogni particolare di tutti i misfatti più orrendi perpetrati in questo secolo.
    10. Buon violinista.
    11. Esperto schermidore col bastone, pugile, spadaccino.
    12. Ha una buona conoscenza pratica del Diritto britannico.
    13. Capacità di usare la logica – Ottima. »

  • Mumu scrive:

    Sherlock Homes
    Sherlock Holmes è un personaggio lettarario creato da Sir Arthur Conan Doyle alla fine del XIX secolo: protagonista di romanzi gialli e racconti appartenenti al genere giallo.
    DESCRIZIONE DI SHERLOCK HOLMES
    Il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un’aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell’uomo d’azione. Le mani, invariabilmente macchiate d’inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come spesso fa notare lo scrittore quando maneggiava i fragili strumenti della sua filosofia.Egli risultava quindi un persona molto attiva già dalla prima descrizione in cui le sue caratteristiche fisiche ne tracciano un quadro ben preciso che verrà poi ben sottolineato nel corso del suo primo ramanzo, Uno Studio in Rosso, nella quale Holmes fece sfoggio delle sue abilità deduttive, descrivendo minuziosamente la sua attività di consulente investigativo, ovvero di ultima speranza per coloro che sono bloccati in casi apparentemente inrisolvibili. Per risolvere i casi, anche i più complicati, Holmes seguiva sempre delle piste scientifiche analizzando pezzo per pezzo la scena del delitto.
    Era un apposionato di botanica ma soprattutto dei veleni, è in grado di distinguere un tipo di terreno dall’altro. Era anche molto culto in fatto di chimica e anatomia infatti era un medico diplomato.
    In numerosi racconti Holmes ha rivelato di avere una buona conoscienza della politica ma anche di avere un varsto interesse letterario e filosofico, citando numerose volte la Bibbia, Shakespeare e Goethe.
    e sue conoscenze in campo pratico sono tali da avergli fatto anche scrivere dei trattati sugli argomenti più vari, come un trattato navale e una monografia sul tabacco.
    Altre caratteristiche di Holmes erano la grande conoscenza del crimine londinese, al cui interno aveva molti informatori(in genere ragazzini). Era anche un buonviolinista e un’ ottimo spadaccino in più pratica pugilato a mani nude ma le arti marziali cinesi, in particolare bartitsu.

    MOTTO
    « Se elimini tutte le ragioni illogiche in una situazione, quelle logiche, per quanto improbabili, devono essere necessariamente quelle vere »
    In pratica anche se ciò che rimane in un indagine svolta per esclusioni può sembrare assurdo, se è l’unica spiegazione logica deve essere per frza di cose quella corretta e solo accurati test potranno controllare quanto dedotto.

    FONTI: Internet, Wikipedia.it

  • DJGoRdY scrive:

    Fonte :sito ufficialehttp://www.google.it/m/url?client=safari&ei=CiFcTYHbNcyVjAe-3rPoAg&hl=it&oe=UTF-8&q=http://www.mymovies.it/film/2010/shutterisland/&ved=0CBMQFjAA&usg=AFQjCNFqnW9cISgkiPbY981h-HgsJDixfA

  • DJGoRdY scrive:

    el 1954, i due agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule vengono inviati con un battello a Shutter Island, a largo della costa est, per investigare sull’improvvisa scomparsa di una pericolosa infanticida residente presso l’istituto mentale Ashecliffe, Rachel Solando. Il direttore dell’istituto, il dottor Cawley, e i vari infermieri sostengono che la madre assassina si sia come dileguata dalla sua stanza senza lasciare alcuna traccia, ma l’agente Daniels pare nutrire fin dal principio dei forti sospetti sul modo di condurre l’ospedale da parte del dottor Cawley e del suo medico assistente, il dottor Naehring. Un uragano costringe i due agenti a protrarre il soggiorno sull’isola, durante il quale le indagini proseguono e particolari sempre più inquietanti emergono, mentre Daniels continua ad avere delle visioni che riguardano la moglie defunta e le sue esperienze di guerra contro gli ufficiali nazisti.
    Nell’anno del celebrato restauro di Scarpette rosse, due dei più grandi cineasti della modernità americana hanno pagato il loro personale tributo al capolavoro di Michael Powell e Emeric Pressburger. Francis Ford Coppola ne cita copiosamente delle parti in Tetro, mentre Scorsese, oltre ad averne curato in prima persona il restauro, struttura il suo Shutter Island come quella stessa infinita scala a chiocciola che viene percorsa da Vicky nel finale del film. Ma se il punto di riferimento è lo stesso, completamente opposti sono i sensi che guidano il loro operare. Per Coppola, Scarpette rosse è un modello da imitare, un ideale di rinascita da proporre al cinema contemporaneo ora che il mezzo digitale permette di tornare a quel tipo di fantasia immaginifica. Al contrario, per Scorsese quella spirale infinita rappresenta la capitolazione di un tipo di cinema che non è più riproducibile nell’era della simulazione e della ripetizione.
    La spirale è quindi la forma che sceglie per raccontare questa gothic novel che accumula strato dopo strato suggestioni, visioni, ricordi, angosce e paranoie per arrivare ad una soluzione finale che cerca di sciogliere i misteri e di sorprendere lo spettatore con un twist non troppo imprevedibile. Ma manipolare lo spettatore non è mai stato uno dei passatempi preferiti di Scorsese, quanto piuttosto l’idea di raccontare dei personaggi manipolati dall’impossibilità di aderire alla realtà. Con Shutter Island, il regista italo-americano arriva in un certo senso a proporre la definitiva consacrazione dell’uomo avulso dalla realtà e della follia come forma unica di sopravvivenza. Per dare enfasi all’idea, riprende il suo personaggio quasi sempre per tagli trasversali o obliqui, insistendo nel catturarlo dal basso verso l’alto per enfatizzarne la distanza. Il personaggio di DiCaprio diviene così l’ennesimo man of violence della sua filmografia, colui che lotta brutalmente per cancellare la sua memoria e restare attaccato al proprio mondo. Ma eliminare i ricordi (le immagini, il cinema) significa inevitabilmente creare dei fantasmi, manipolare una serie di immagini preconosciute della Storia (cosa che fa nei ricordi dei campi di concentramento con il carrello che segue un’esecuzione quasi coreografica dei gerarchi nazisti all’ingresso del campo di Dachau) e, in ultima analisi, confessare l’impossibilità di far pace con la verità.
    Da questo punto di vista, Shutter Island porta a compimento un discorso che Scorsese pare condurre da quando il suo cinema si è fatto più ampio, più accademico: l’incapacità di raccontare un mondo dove non domina solo la violenza, ma soprattutto la dissimulazione, di immaginare qualcosa di nuovo laddove tutto appare una ripetizione, un rifacimento. In fondo alla sua scala a chiocciola fatta di mistero e di suspense, Shutter Island pare raccontare proprio questo: nell’era contemporanea, il sonno della ragione non genera più mostri, ma fantasmi, doppi, simulacri di qualcosa che è già stato visto o vissuto.

  • ♥--->αfяιnα αfяєttα<---♥ scrive:

    Hercule Poirot
    Hercule Poirot è un personaggio immaginario, celebre investigatore belga nato dalla fantasia della grande giallista Agatha Christie, la quale ha ottenuto il successo sin dal debutto proprio grazie a questo fortunato personaggio.
    Protagonista, appunto, nel primo romanzo della Christie, Poirot a Styles Court (1920), ottenne immediatamente grande popolarità, rientrando nel novero dei più grandi detective della letteratura poliziesca mondiale: molti dei romanzi che lo vedono recitare il ruolo di investigatore sono diventati dei veri e propri classici.
    Hercule Poirot è un detective privato, ex ispettore della polizia belga. Si trasferisce nel 1914 in Inghilterra, come profugo di guerra. È alto poco più di un metro e venti , grassoccio, piuttosto anziano, ma non gli è mai stata attribuita un’età precisa. Le sue qualità positive sono molte ma le più evidenti sono: calma, riflessione, precisione e perspicacia. La sua testa è a forma oblunga, simile ad un uovo, e la tiene sempre leggermente inclinata verso destra. Ha le labbra incorniciate da baffi alla militare arricciati sulla punta, dei quali ha molta cura, tanto da portare in tasca uno specchietto per poterseli ritoccare. I pochi capelli rimasti sono neri e per ravvivarne il colore usa un tonico. Un giorno, per via del suo aspetto curatissimo, qualcuno ha addirittura pensato che fosse un parrucchiere, non un poliziotto, in pensione. Il suo abbigliamento è sempre rigorosamente preciso e perfetto. Una macchia, un granello di polvere gli darebbero fastidio più di una ferita. Nel romanzo La domatrice fa capire chiaramente che è di religione cattolica. Abita a Londra in un moderno condominio dal 1930, dopo che il suo amico e compagno di avventure, il capitano Arthur Hastings, ha lasciato l’Inghilterra per andare a vivere in Argentina.
    Come dichiara lui stesso in più di un’occasione, prova una profonda repulsione (un rifiuto) verso le armi (gli dà fastidio anche solo vederle) in quanto secondo lui l’uso della violenza sminuisce la grandezza umana che può essere espressa al meglio con il ragionamento e la deduzione proprie di un vero detective.
    Come investigatore ha un fiuto straordinario e riesce a risolvere i casi più intricati. Ha sistemi di indagine che rispecchiano la sua personalità: ordine, metodo. Non è un sentimentale, ma un logico, odia l’inspiegabile e finisce sempre per spiegarlo.

    I gialli della Christie con Poirot come protagonista sono numerosi. Ve ne cito alcuni.

    • Poirot a Styles Court (1920)
    • Aiuto, Poirot! (1923)
    • Poirot indaga (1924)
    • L’assassinio di Roger Ackroyd o Dalle nove alle dieci (1926)
    • Poirot e i quattro (1927)
    • Il mistero del treno azzurro (1928)
    • Il pericolo senza nome (1932)
    • Se morisse mio marito (1933)
    • Assassinio sull’Orient Express (1934)
    Ho ottenuto queste informazioni da un’ enciclopedia che avevo a casa. Spero di esservi stata utile :-D

  • J.Page scrive:

    Ho trovato la stessa cosa di Giuly ma la metto comunque.

    Il commissario Maigret, creato dalla fantasia di Georges Simenon, è un personaggio letterario, protagonista di settantacinque romanzi e ventotto racconti di genere poliziesco rappresentati in numerose produzioni cinematografiche, radiofoniche e televisive.
    L’autore lo descrive come un uomo dalla corporatura massiccia, ereditata dalla sua origine contadina, largo di spalle, dall’aspetto distinto, ma dall’indole burbera; amante della buona cucina, bevitore d’abitudine e accanito fumatore di pipa.
    Il suo metodo investigativo consiste nell’immergersi nelle atmosfere dei luoghi in cui i delitti sono stati commessi e, lasciandosi guidare dal proprio istinto, nell’immedesimarsi e cercare di comprendere la personalità e l’umanità dei diversi personaggi di un caso criminale, sino al punto, talora, di arrivare a giustificare il loro comportamento e a cambiare la sorte a cui sarebbero andati incontro.
    Le opere dedicate a questo personaggio hanno contribuito in maniera decisiva al successo internazionale di Simenon, apprezzato dalla critica letteraria anche per i suoi numerosi romanzi dove non compare Maigret come protagonista.

    Mia madre è un’appassionata di gialli, quindi in casa ho anche alcuni libri di Simenon su Maigret anche in francese, ne porterò uno a scuola.

  • M@Rg¥ scrive:

    AGATHA CHRISTIE
    Fonte: Wikipedia

    Agatha Christie (Torquay, 15 settembre 1890 – Wallingford, 12 gennaio 1976), è stata una scrittrice britannica. Tra le sue opere si annoverano, oltre ai romanzi gialli che l’hanno resa celebre, anche alcuni romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

    Giallista di fama mondiale, curò sempre i suoi romanzi con grande abilità, creando un’atmosfera intrigante attraverso personaggi ed ambienti di facile riconoscibilità: descrizioni accurate, senso della suspense, ambientazioni realistiche dettagliate, personaggi mai privi di spessore o di caratterizzazione. I suoi personaggi maggiori sono famosi in tutto il mondo: tra questi i più celebri, protagonisti di buona parte della sua produzione letteraria, sono l’investigatore belga Hercule Poirot e la simpatica vecchietta, nonché intrigante indagatrice, Miss Marple.
    Ancora oggi i suoi romanzi sono pubblicati con successo in tutto il mondoÈ la scrittrice inglese più tradotta Nella lingua originale i suoi libri sono stati venduti in un miliardo di copie e in egual numero in almeno 56 lingue differenti.Agatha cresce in una famiglia borghese e non frequenta nessuna scuola ma viene istruita dalla madre, Clara Boehmer Il padre, Fred Miller, agente di cambio americano, muore nel 1901; Agatha trascorrerà l’adolescenza tra lo studio e la vita di società all’interno della famiglia.Nel frattempo si appassiona alla musica e, nel 1906, va a Parigi per studiare canto: vuole diventare una cantante lirica, ma gli studi non le danno molte soddisfazioni, e decide così di tornare in Inghilterra. Conosce Archibald Christie, colonnello della Royal Flying Corps, con cui si fidanza.Durante la prima guerra mondiale, Agatha lavora presso l’ospedale di Torquay, e lì impara molto sui veleni e sui medicinali, cosa che le tornerà molto utile quando, ispirata da queste conoscenze, deciderà di scrivere romanzi gialli stimolata anche da una sorta di scommessa che aveva fatto con sua sorella la quale riteneva che non sarebbe riuscita a diventare una scrittrice di detective story. Il 24 dicembre 1914 si sposa con Archibald con una cerimonia semplice e da questo matrimonio nascerà nel 1919 la sua unica figlia, Rosalind.
    In pieno conflitto mondiale inizia a scrivere il suo primo romanzo: The Mysterious Affair at Styles che ha come ambientazione la prima guerra mondiale ma che verrà però pubblicato nel 1920.
    L’ispirazione di inventare un personaggio da romanzo giallo venne alla Christie,dalla lettura dei libri che i degenti, rispediti al fronte, lasciavano in ospedale.
    Le venne così l’idea di inventare a sua volta un personaggio che fosse abile come lo Sherlock Holmes di Conan Doyle ma che non gli somigliasse troppo, sia nell’aspetto che nella conduzione delle indagini. Con un finanziamento del British Museum nel 1923 parte insieme al marito per un viaggio intorno al mondo; nello stesso anno firma un contratto con la rivista “Sketch” per scrivere dodici romanzi che abbiano come protagonista Hercule Poirot.
    Nel 1926 la vita della Christie è scossa da due eventi per certi versi traumatizzanti: muore sua madre e suo marito chiede il divorzio. Agatha improvvisamente scompare dalla sua casa, vagabondando in stato di amnesia (qualcuno però malignerà che potrebbe essersi trattato di una montatura pubblicitaria); il caso desta grande scalpore e dopo una decina di giorni Agatha, che viene ritrovata ad Harrogate, località termale dell’Inghilterra settentrionale, dove soggiornava in un albergo del posto registrata con il nome dell’amante del marito, non sa dare alcuna spiegazione al riguardo. Il suo biografo nel 2001 ha riscoperto un documento, secondo il quale la Christie scappò e si nascose nell’hotel dove venne poi ritrovata, nella speranza che il marito Archie venisse incolpato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della moglie; il tutto fatto perché Archie la tradiva con la sua segretaria.

    Sempre nel 1926 parte per le isole Canarie con la figlia Rosalind. Dopo il divorzio Agatha conserverà comunque il cognome del marito, ma solo per ragioni commerciali.

    Nei tre anni successivi scrive romanzi considerati di valore letterario inferiore rispetto alle opere a cui doveva il successo; poi, durante un viaggio in treno verso Bagdad, ha l’ispirazione per scrivere Assassinio sull’Orient Express, considerato il suo capolavoro. Lo stesso viaggio le fece conoscere l’archeologo Max Mallowan, di molti anni più giovane, che sposerà poco tempo dopo (1930). Nell’hotel Pera Palace di Istanbul, la stanza in cui la Christie aveva alloggiato per qualche tempo durante il suo viaggio a Oriente è stata trasformata in un piccolo museo di cimeli e ricordi della scrittrice.

    La Christie inizia anche a scrivere in quell’anno La morte nel villaggio, il suo primo romanzo che ha come protagonista Miss Marple, una vecchietta tranquilla e dotata di buon senso, che vive nel paese apparentemente tranquillo di St. Mary Mead, fragile di aspetto ma esperta di criminologia e natura umana, che alterna l’attività investigativa allo sferruzzare a maglia. Pare che la Christie abbia preso a modello per la figura di Miss Marple la sua stessa nonna.

    Nel 1949 si scopre che era l’autrice non solo di gialli ma, sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, anche di altri romanzi biografici e sentimentali che però ebbero molta minor fortuna della serie gialla.

    Dal 1952 viene ininterrottamente rappresentata in un teatro londinese una sua commedia, The Mousetrap (Trappola per topi), tratta dalla raccolta Three Blind Mice and Other Stories. La Christie ha scritto altri diciassette lavori teatrali.Poi uscì l’ultimo romanzo che ha come protagonista Hercule Poirot (Sipario); infatti in quel romanzo Agatha decide di far morire il famoso investigatore. La notizia della morte di Poirot era peraltro apparsa sulla prima pagina del Times il 6 agosto dello stesso anno.

    La famosa scrittrice inglese invece morì il 12 gennaio 1976 a Wallingford nella sua casa di campagna; verrà sepolta nel cimitero di Cholsey nello Oxfordshire. Nella sua stessa tomba due anni dopo verrà tumulata anche la salma del marito. In vita Agatha Christie ha guadagnato più di 20 milioni di sterline.

    Nel 1954 Agatha Christie viene premiata con il “Grand Master of the Mystery Writers of America”, famoso premio letterario americano, e nel 1971 viene insignita della massima onorificenza che l’Inghilterra riserva alle donne, il DBE (Dame Commander of the British Empire, Dama dell’Impero Britannico).

  • Giuly scrive:

    Fonte:Wikipedia.

  • Giuly scrive:

    Informazioni su Maigret, prese da Wikipedia.
    Il commissario Maigret, creato dalla fantasia di Georges Simenon, è protagonista di settantacinque romanzi e ventotto racconti di genere polizziesco. é un uomo dalla corporatura massiccia, ereditata dalla sua origine contadina, largo di spalle, gli piace mangiare, è un fumatore di pipa e un bevitore.Il suo metodo di investigare consiste nell’immedesimarsi nel luogo del delitto e nei diversi personaggi. é nato nel 1887 a Saint-Friance, un piccolo villaggio immaginario. Suo padre muore a causa di una malattia che comporta difficoltà respiratorie, febbre, tosse secca ed un forte dolore al torace, all’età di quarantaquattro anni, nel 1906; intanto Maigret comincia gli studi di medicina.Gli muore anche la zia e lo zio propone di accudirlo insegnandoli il mestiere da fornaio, ma lui non accetta e si trasferisce a Parigi per trovare un lavoro.
    L’autore lo descrive come un uomo: dall’aspetto severo, chiuso nelle riflessioni, dal carattere scontroso ed irritabile.Maigret non si concede molti svaghi: di solito una volta alla settimana si reca al cinema con la moglie, non fa vacanze regolari perchè è troppo impegnato nel suo mestiere che è una cosa che adora.Il commissario non sa guidare l’automobile e usa spesso prendere i taxi. altrettanto famoso è il metodo del commissari, che i suoi colleghi hanno cercato di scopire ma è stato inutile perchè non ha un metodo: egli si lascia guidare dalle propie impressioni. Certe volte scopre il colpevole con una sola occhiata.

  • Brik scrive:

    Aghata christie è una famosa autrice di libri gialli.Autrice di fama mondiale ha scritto una infinitá di libri. . Io di lei ho letto uno deitanti libri che ha scritto : Assassinio sull’Orient Express.
    La signora Poirot piú conosciuta come la Signora in giallo era la protagonista di un telefilm dove questa signora risolveva casi di furti e omicidi .
    Sherlock Holmes é il detective dei libri per eccellenza .
    Sherlock Holmes e un personggio non un uomo reale .
    Di lui ho letto diversi libri come : il misterioso caso deldottor Jekil e mr hild, il misterioso caso del mastino scomparso.

  • Brik scrive:

    Aghata christie è una famosa autrice di libri gialli.Autrice di fama mondiale ha scritto una infinitá di libri. . Io di lei ho letto uno deitanti libri che ha scritto : Assassinio sull’Orient Express.
    La signora Poirot piú conosciuta come la Signora in giallo era la protagonista di un telefilm dove questa signora risolveva casi di furti e omicidi .
    Sherlock Holmes é il detective dei libri per eccellenza .
    Sherlock Holmes e un personggio non un uomo reale .
    Di lui ho letto diversi libri come : il misterioso caso deldottor Jekil e mr hild, il misterioso caso del mastino scomparso.

  • Fabi scrive:

    Aggiungo una cosa che ho trovato su un mio libro:

    Sir Arthur Doyle,medico e scrittore britannico,inventò Sherlok Holmes e presto si sentì perseguitato dal personaggio,che diventò più famoso di lui.
    Quando lo scrittore tentò di far morire il suo famosissimo investigatore,in un romanzo intitolato L’ultima avventura,i lettori si ribellarono e Doyle fu costretto a inventare un espediente per farlo tornare in vita.

  • αngу◕‿◕ scrive:

    Agatha Christie: Scrittrice di libri gialli.
    Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan, DBE, nota come Agatha Christie (Torquay, 15 settembre 1890 – Wallingford, 12 gennaio 1976), è stata una scrittrice britannica. Tra le sue opere si annoverano, oltre ai romanzi gialli che l’hanno resa celebre, anche alcuni romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Mary Westmacott.
    Giallista di fama mondiale, curò sempre i suoi romanzi con grande abilità, creando un’atmosfera intrigante attraverso personaggi ed ambienti di facile riconoscibilità: descrizioni accurate, senso della suspense, ambientazioni realistiche dettagliate, personaggi mai privi di spessore o di caratterizzazione. I suoi personaggi maggiori sono famosi in tutto il mondo: tra questi i più celebri, protagonisti di buona parte della sua produzione letteraria, sono l’investigatore belga Hercule Poirot e la simpatica vecchietta, non ché intrigante indagatrice, Miss Marple.
    Durante la prima guerra mondiale, Agatha lavora presso l’ospedale di Torquay, e lì impara molto sui veleni e sui medicinali, cosa che le tornerà molto utile quando, ispirata da queste conoscenze, deciderà di scrivere romanzi gialli stimolata anche da una sorta di scommessa che aveva fatto con sua sorella la quale riteneva che non sarebbe riuscita a diventare una scrittrice di detective story.In pieno conflitto mondiale inizia a scrivere il suo primo romanzo: The Mysterious Affair at Styles (Poirot a Styles Court); che ha come ambientazione la prima guerra mondiale ma che verrà però pubblicato solo successivamente, nel 1920. L’ispirazione di inventare un personaggio da romanzo giallo venne alla Christie, oltre che dalla sua conoscenza sui veleni appresa al dispensario, dalla lettura dei libri che i degenti, rispediti al fronte, lasciavano in ospedale: libri che davano vita a personaggi ricchi di suggestione come l’Arsenio Lupin di Maurice Leblanc o il giornalista-investigatore Joseph Rouletabille, uscito dalla penna di Gaston Leroux. Le venne così l’idea di inventare a sua volta un personaggio che fosse abile come Sherlock Holmes di Conan Doyle ma che non gli somigliasse troppo, sia nell’aspetto che nella conduzione delle indagini.
    Biografia:
    http://www.youtube.com/watch?v=9P_EKy1CKzI
    Fonti:youtube,wikipedia.

  • Trottolina98 scrive:

    Sherlock Holmes è un personaggio letterario creato da Sir Arthur Conan Doyle alla fine del XIX secolo, protagonista di romanzi e racconti appartenenti al genere letterario del giallo deduttivo, il cui iniziatore fu Edgar Allan Poe con il suo Auguste Dupin.
    Appare per la prima volta in Uno studio in rosso (1887).
    Comparso in quattro romanzi e cinquantasei racconti, il personaggio è assurto al ruolo di icona della letteratura gialla, superando di gran lunga la fama del suo stesso creatore. Conan Doyle riversa nelle sue storie anche la sua passione per la letteratura del terrore e del mistero, come si deduce dalla lettura del romanzo Il mastino dei Baskerville o il racconto Il vampiro del Sussex.
    « Se elimini tutte le ragioni illogiche in una situazione, quelle logiche, per quanto improbabili, devono essere necessariamente quelle vere »
    Le avventure di Holmes sono raccontate, nella loro quasi totalità, dal suo amico e biografo, dottor John Watson, che così lo descrive:
    «Il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un’aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell’uomo d’azione. Le mani, invariabilmente macchiate d’inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come ebbi spesso occasione di notare quando lo osservavo maneggiare i fragili strumenti della sua filosofia. »
    Holmes risulta quindi essere una persona molto attiva già dalla prima descrizione in cui le sue caratteristiche fisiche ne tracciano un quadro preciso, che verrà poi ben delineato nel corso di questo primo romanzo, Uno studio in rosso, nel quale Holmes dà sfoggio delle sue abilità deduttive, descrivendo minuziosamente la sua attività di consulente investigativo, ovvero di ultima speranza per coloro che sono bloccati in casi apparentemente insolvibili.
    Le caratteristiche salienti di Holmes sono però ben riassunte, ancora una volta, dal suo puntuale coinquilino e amico.
    In numerosi racconti Holmes rivela di avere una buona conoscenza della politica (come nel racconto “Uno Scandalo in Boemia”) ma anche di avere un vasto interesse letterario e filosofico, citando numerose volte la Bibbia, Shakespeare e Goethe. Inoltre, come rivelano gli appunti del dottor. Watson, era un eccellente schermidore e praticava la pugilato a mani nude. Nel racconto “L’avventura della casa vuota”, Holmes afferma inoltre di conoscere il bartitsu, un sistema di lotta giapponese derivato dal jujitsu facendo di lui uno dei primi occidentali ad aver praticato arti marziali.
    Una tipica frase (o per meglio dire motto) di Holmes è :
    « Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità. »
    In pratica anche se ciò che rimane in una indagine svolta per esclusione può sembrare assurdo, se è l’unica spiegazione logica deve per forza di cose essere quella corretta e solo accurati controlli potranno verificare quanto dedotto.
    Altre caratteristiche salienti di Holmes sono la grande conoscenza del tessuto criminale londinese, al cui interno aveva numerosi informatori (in genere ragazzini), e le sue grandi doti trasformiste, che lo aiutano nella raccolta di molte prove per la risoluzione dei suoi complicati (per gli altri) casi.
    Tende, poi, a mantenersi lontano affettivamente dalle donne, e questo per mantenere la mente sempre lucida e sgombra da pensieri inutili e svianti (“l’amore è un’emozione, e tutto ciò che è emozione contrasta con la fredda logica che io pongo al di sopra di tutto.” da Il segno dei Quattro). Solo nel racconto Uno scandalo in Boemia Holmes mostra di provare una grande ammirazione per Irene Adler, l’unica donna che sia mai riuscita a ingannarlo, ma tale sentimento non può essere definito amore. Ha poi un difetto che, con il prosieguo della serie venne via via cancellato da Doyle: ogni volta che era in uno stato di inattività, per combatterne la depressione e mantenere la sua mente in movimento, faceva uso di cocaina o morfina. Successivamente tale dipendenza sarà sostituita dalla pipa (anche in questo con un certo disappunto da parte di Watson, perché arrivava, soprattutto per le indagini più complesse, ad affumicare completamente il soggiorno del loro appartamento).
    Il personaggio, comunque, segnò profondamente la carriera di scrittore di Doyle, e in un certo senso lo perseguitò per tutto il resto della sua vita, tanto che dopo la morte di Holmes, verificatasi nel corso di un duello con l’arcinemico, il Professor Moriarty presso le cascate di Reichenbach e narrata in L’ultima avventura, fu costretto prima a realizzare un romanzo, Il mastino dei Baskerville, ambientato prima della sua morte, avvenuta nel 1891, quindi, grazie al fatto che il corpo del geniale investigatore non venne mai ritrovato, lo fece ritornare vivo e vegeto in attività in L’avventura della casa vuota, ambientata nel 1894: tre anni di buio in cui Holmes si è tenuto nascosto, aiutando in segreto il governo britannico.
    Quindi, dopo una carriera lunga ben 23 anni, 17 dei quali in collaborazione con Watson, Holmes si ritira prima nel Sussex a studiare l’apicoltura, quindi in una fattoria a cinque miglia da Eastbourne, dedicandosi alla filosofia e all’agricoltura, non prima di aver aiutato l’Inghilterra nel corso della Prima guerra mondiale.
    « Non c’è alcun ramo delle scienze investigative così poco praticato, eppure tanto importante, qual è l’arte d’interpretare le orme. »
    Descrivere il metodo di indagine di Holmes è semplice e complesso al tempo stesso.
    Il nostro poneva alla base una certa differenza tra l’osservazione dei particolari e la deduzione. Erano due aspetti distinti, poiché l’osservazione portava ad alcune preliminari conclusioni, ma solo con la conoscenza di alcuni aspetti della vicenda si potevano trarre delle deduzioni definitive..
    Il metodo di Holmes era spesso basato sulla raccolta sul campo delle prove e degli indizi, cosa che lo differenzia nettamente dal fratello Mycroft, comparso per la prima volta in L’interprete greco, in grado di risolvere, lui sì, un’indagine senza mai muoversi dalla sua casa
    In sintesi questo era Holmes: una personalità asciutta e scattante che portò a livelli elevati l’attività investigativa nella letteratura, divenendo, molto più del già citato Dupin, un punto di riferimento per i giallisti del mondo intero.
    Fonte:Wikipedia

  • Fabi scrive:

    Sherlock Holmes è un personaggio letterario creato da Sir Arthur Conan Doyle alla fine del XIX secolo, protagonista di romanzi e racconti appartenenti al genere letterario del giallo deduttivo, il cui iniziatore fu Edgar Allan Poe con il suo Auguste Dupin.
    Appare per la prima volta in Uno studio in rosso (1887).
    Comparso in quattro romanzi e cinquantasei racconti, il personaggio è assurto al ruolo di icona della letteratura gialla, superando di gran lunga la fama del suo stesso creatore. Conan Doyle riversa nelle sue storie anche la sua passione per la letteratura del terrore e del mistero, come si deduce dalla lettura del romanzo Il mastino dei Baskerville o il racconto Il vampiro del Sussex.
    Holmes risulta quindi essere una persona molto attiva già dalla prima descrizione in cui le sue caratteristiche fisiche ne tracciano un quadro preciso, che verrà poi ben delineato nel corso di questo primo romanzo, Uno studio in rosso, nel quale Holmes dà sfoggio delle sue abilità deduttive, descrivendo minuziosamente la sua attività di consulente investigativo, ovvero di ultima speranza per coloro che sono blo
    ccati in casi apparentemente insolvibili.l modo di dire più tipico attribuito ad Holmes è la frase «Elementare, Watson!» (Elementary, my dear Watson!), quando egli spiega, con una certa sufficienza, all’amico medico la soluzione di un caso. In realtà questa celebre frase non è mai stata pronunciata. In una pagina della raccolta Le memorie di Sherlock Holmes, nel racconto L’uomo deforme, Holmes, rispondendo a una domanda di Watson, fa semplicemente uso del modo di dire «Elementare!», riferito a un suo ragionamento; ne Il segno dei quattro dice testualmente: «La cosa è di una semplicità elementare». La frase «Elementare, Watson» ha fatto la sua apparizione in uno dei tanti film sul grande detective, conferendogli una certa dose di antipatia e supponenza senz’altro immeritate.
    La classica immagine in cui il detective indossa il deerstalker (il cappellino da cacciatore) e fuma la pipa calabash (la caratteristica pipa ricurva a forma di proboscide) è a sua volta apocrifa: soltanto in un racconto Watson fa riferimento a un “berretto di stoffa aderente”, ma non al deerstalker. In nessuna avventura si trova invece traccia della pipa calabash, mentre Holmes fuma indifferentemente pipa, sigari e sigarette.
    Insomma, sia la frase sia la pipa e il cappello, divenuti per il grande pubblico gli elementi distintivi di Sherlock Holmes, sono in realtà apocrifi, invenzioni posteriori, in genere di origine teatrale, riprese poi dal cinema. Fu l’attore americano William Gillette (1853-1937), uno dei primi e più celebri interpreti del detective, a mettere il deerstalker in testa all’eroe e la pipa ricurva in mano, anche se effettivamente era stato l’illustratore Sidney Paget (morto nel 1908) il primo a disegnarlo con il caratteristico cappello da cacciatore. Gillette portò Holmes sul palco per oltre 1300 volte, interpretandolo inoltre in un film muto e nel primo dramma radiofonico dedicato al detective di Baker Street.Sherlock Holmes è molto citato nel romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte; infatti il protagonista Christopher Boone, un ragazzo di quindici anni affetto da Sindrome di Asperger, lo adora affermando che non ama i romanzi ad eccezione dei gialli, tra i quali spiccano quelli su Holmes, del quale Christopher sembra sapere praticamente tutto. Il suo preferito è Il Mastino dei Baskerville e, quando ritrova il cane della vicina trafitto da un forcone, seguendo le imprese del personaggio, decide di indagare. Ciò lo porterà ad intraprendere un viaggio che gli cambierà la vita.
    Tra i romanzi e i racconti apocrifi scritti su Sherlock Holmes nel corso del tempo, spicca il racconto “Il caso del dottore”, scritto dal romanziere statunitense Stephen King, nel quale Watson, quarant’anni dopo la morte del suo amico e ormai prossimo a “compiere un secolo”, racconta di come forse un’unica volta sia riuscito a battere Holmes sul tempo nella soluzione di un caso. Il racconto è stato pubblicato nella raccolta Incubi e deliri.
    Sherlock Holmes, il fratello Mycroft e anche il Professor Moriarty appaiono nel graphic novel di Alan Moore La Lega degli straordinari gentlemen; James Moriarty è a capo di un’organizzazione segreta che coinvolge i protagonisti della storia e si fa chiamare M (questa volta riferimento al capo del MI6 nelle storie di James Bond), manipolandoli per ottenere un minerale in grado di far volare le macchina, per usarlo sulla propria macchina da guerra e conquistare il mondo. Si afferma, infatti, che James Moriarty non fosse morto nello scontro contro Sherlock Holmes come si credeva (in un tavola si vedono i due arcinemici combattere all’ultimo sangue, con Moriarty che ferisce Holmes alla spalla con un pugnale e, prima, sembrano addirittura parlare in un tono di rispetto reciproco. “Sono stanco di parlare, professore. Allora, fino alla morte?” “Oh, sì. Sì, assolutamente.”). Mycroft Holmes sembra essere il capo di un’organizzazione che, a quanto pare, si tramuterà, in futuro, nei Servizi segreti britannici (come nelle storie di Conan Doyle, dove si spiega che Mycroft lavora presso il governo, ma la sua professione è quantomai avvolta nel mistero).

    Fonte:Wikipedia

  • adminchiara scrive:

    Da acabxheartx

    Io non so dove fare il compito sul investigatore e lo faccio qui.
    MAIGRET
    Il commissario Maigret è un personaggio letterario, protagonista di settantacinque romanzi e ventotto racconti di genere poliziesco.L’autore lo descrive come un uomo dalla corporatura massiccia, ereditata dalla sua origine contadina, largo di spalle, dall’aspetto distinto, ma aveva un difetto quello di essere burbero; amante della buona cucina, bevitore d’abitudine e accanito fumatore di pipa. Il suo metodo investigativo consiste nell’ immedesimarsi nella scena del crimine e, lasciandosi guidare dal proprio istinto, nell’immedesimarsi e cercare di comprendere la brutalità dei diversi personaggi di un caso criminale, sino al punto, talora, di arrivare a giustificare il loro comportamento e a cambiare la sorte a cui sarebbero andati incontro .L’aspetto: I tratti caratteristici di Maigret sono già ben delineati; nella descrizione di Simenon:« Maigret non somiglia ai poliziotti resi popolari dalle caricature. Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola. Portava abiti di lana fine e di buon taglio. Inoltre si radeva ogni mattina e aveva mani curate. Maigret era enorme e di ossatura robusta. Muscoli molto pompati che risaltavano sotto la giacca e deformavano in poco tempo anche i pantaloni più nuovi.»L’aspetto esteriore di Maigret non cambierà nel tempo, anche se l’autore non ha mai speso troppi dettagli nella descrizione della fisionomia del personaggio; di lui rimangono nella memoria l’immancabile pipa caricata e fumata in continuazione, la bombetta, un pesante cappotto con il collo di velluto e l’andatura massiccia. A proposito delle caratteristiche peculiari di Maigret era un uomo dall’aspetto severo, spesso chiuso nelle sue riflessioni, dal carattere scontroso e a tratti irritabile. È amante della buona cucina popolare francese e dei buoni cibi che gli prepara la moglie ma si accontenta anche dei panini. Beve d’abitudine di tutto: birra, vino, liquori, anche di fattura casalinga,che egli di solito associa alle indagini che sta seguendo: ci sono per esempio indagini “al calvados” o “al vino bianco”. Accanito fumatore di pipa come il suo creatore, possiede una collezione di pipe che cura personalmente anche nel suo ufficio e di cui ha spesso rotto il bocchino tra i denti quando è particolarmente irritato. Il pollo al vino è uno dei piatti preferiti di Maigret. Maigret non si concede molti svaghi: di solito una volta alla settimana si reca al cinema con la moglie e preferibilmente gli piace vedere pellicole western ma lascia spesso scegliere alla signora Maigret. Non fa vacanze regolari, anzi spesso, impegnato in un’inchiesta, rimane a sopportare le torridi estati parigine perché in fondo la sua vera passione è il suo mestiere. Qualche eccezione sono le brevi gite.
    Fonte:Wikipedia

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